Influenza 2025, cinque milioni di italiani senza medico di famiglia: cresce il rischio per anziani e cronici

Carenza di medici di base e stagione influenzale in arrivo: per milioni di italiani la prevenzione e la gestione dei sintomi diventano più difficili.

Emergenza medici di famiglia e rischio pronto soccorso

Con l’avvio della stagione influenzale, circa cinque milioni di italiani si trovano privi di un medico di famiglia, una situazione che rischia di rendere più complessa la cura delle forme virali stagionali. La riduzione dei medici di base, passati in pochi anni da 43mila a 37mila, ha indebolito la rete territoriale di riferimento, in particolare per anziani e pazienti cronici.

L’assenza di un professionista di fiducia comporta minore adesione alle campagne vaccinali e maggiore ricorso ai pronto soccorso, che durante l’autunno e l’inverno potrebbero subire un ulteriore sovraccarico. Secondo le stime, l’influenza 2025 potrebbe risultare più aggressiva rispetto agli anni precedenti, come indicano i dati provenienti da Australia e Giappone, dove l’epidemia stagionale ha mostrato un andamento particolarmente intenso.

In pensione più medici di quanti ne entrano

Il problema della carenza dei medici non appare destinato a risolversi a breve. Le proiezioni per il 2025 e 2026 indicano circa 4mila pensionamenti all’anno, a fronte di meno di 2mila nuovi ingressi. Se il trend resterà invariato, entro fine 2026 gli italiani senza un medico di base potrebbero salire a otto milioni.

La situazione è attribuita a una programmazione insufficiente della sanità territoriale, che ha generato squilibri tra uscite e nuove assunzioni. Gli operatori lamentano anche un aumento del carico di lavoro e dello stress professionale, aggravati dalle accuse di essere responsabili degli accessi impropri ai pronto soccorso. In realtà, sottolineano le sigle di categoria, le difficoltà dipendono dalla mancata stabilizzazione delle cure primarie e dalla carenza di pianificazione.

Vaccinazione e buone pratiche di prevenzione

Gli esperti raccomandano ai cittadini appartenenti a categorie a rischio – in particolare anziani e soggetti fragili – di vaccinarsi contro l’influenza e di adottare misure preventive quotidiane: alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, igiene accurata e attenzione ai contatti nei luoghi affollati.

In caso di malattia, si sconsiglia l’uso improprio di antibiotici, che non hanno effetto sui virus e possono favorire la resistenza batterica. Da evitare anche i decongestionanti nasali utilizzati per periodi prolungati, che rischiano di irritare le mucose e prolungare i sintomi. Le alternative più sicure restano le soluzioni fisiologiche e il riposo.

Dolore cronico: come aiutarsi a tavola