Sclerosi multipla, una nuova molecola apre la strada a terapie mirate: lo studio dell’Università di Padova

Scoperta una strategia innovativa che colpisce selettivamente le cellule T responsabili della sclerosi multipla, senza compromettere il sistema immunitario.

Una nuova frontiera nella cura della sclerosi multipla

Un team di ricercatori dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Essen, ha individuato un approccio terapeutico innovativo contro la sclerosi multipla, malattia autoimmune che colpisce circa 2,5 milioni di persone nel mondo.
Lo studio, pubblicato sulla rivista EMBO Molecular Medicine, ha mostrato che l’inibizione mirata del canale mitocondriale Kv1.3 nei linfociti T autoreattivi può prevenire e ridurre la progressione della patologia nei modelli preclinici.
Il farmaco sperimentale, denominato PAPTP, è stato sviluppato nei laboratori del Dipartimento di Biologia dell’ateneo padovano e si è rivelato capace di eliminare selettivamente le cellule immunitarie responsabili dell’attacco alla mielina, risparmiando le altre e senza indurre immunosoppressione generalizzata.

Come agisce la molecola

La sclerosi multipla si manifesta quando il sistema immunitario aggredisce la mielina, la guaina che riveste le fibre nervose, causando infiammazione, danni neurologici e perdita di coordinazione motoria.
Il gruppo di ricerca ha dimostrato che PAPTP, mirato al canale Kv1.3 dei mitocondri, è in grado di interrompere l’attività delle cellule T autoreattive responsabili della distruzione della mielina.
Nei test condotti su modelli animali, il trattamento ha determinato una riduzione significativa dei sintomi clinici e una minore demielinizzazione dei neuroni, confermando l’efficacia e la selettività della terapia.
Le analisi del sangue hanno inoltre mostrato che l’azione del farmaco non compromette le altre cellule immunitarie, evitando così gli effetti collaterali tipici dei trattamenti immunosoppressivi tradizionali.

Verso terapie più mirate e sicure

I risultati aprono la strada a nuovi sviluppi clinici per la creazione di terapie di “immunomodulazione selettiva”, in grado di agire solo sulle cellule patologiche.
Il progetto, sostenuto dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, dall’AIRC e da fondi PNRR, rappresenta un passo importante verso cure più efficaci e tollerabili.
Secondo gli studiosi, l’obiettivo ora è quello di trasferire i risultati in studi clinici sull’uomo, con la prospettiva di migliorare la qualità di vita delle persone colpite da sclerosi multipla e ridurre gli effetti collaterali delle terapie esistenti.

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