Digiuno intermittente: benefici, rischi e quanto a lungo seguirlo

Il digiuno intermittente può favorire dimagrimento e salute metabolica, ma va seguito con cautela per evitare carenze, squilibri e disturbi alimentari.

Cos’è il digiuno intermittente

Il digiuno intermittente non è una dieta in senso stretto, ma un modello alimentare che stabilisce quando mangiare e quando astenersi dal cibo. Durante i periodi di digiuno sono consentite acqua, caffè amaro e bevande senza calorie, mentre vanno evitati alimenti solidi e bevande zuccherate. Le fasi di astinenza possono durare da 12 fino a 40 ore, a seconda del metodo scelto.

Quanto tempo seguirlo

Gli esperti di nutrizione raccomandano cicli di 5 giorni di digiuno intermittente ogni sei mesi. In presenza di obesità o sovrappeso il modello può essere ripetuto anche 5 giorni al mese, sempre sotto controllo medico. Prolungare eccessivamente i periodi di restrizione può portare a rallentamento del metabolismo, carenze nutrizionali e disturbi alimentari.

I principali schemi di digiuno

  • Time restricted feeding: almeno 12 ore di digiuno al giorno (es. dalle 21 alle 9).
  • Metodo 16/8: 16 ore di digiuno e 8 ore per i pasti.
  • Metodo 5:2: 5 giorni di alimentazione normale e 2 con 500-600 kcal.
  • Eat Stop Eat: 24 ore di digiuno una o due volte a settimana.
  • Alternate day fasting: digiuno a giorni alterni, 3-4 volte a settimana.

Benefici attesi

Il digiuno intermittente, se praticato correttamente, può portare a:

  • perdita di peso;
  • miglioramento della glicemia e della sensibilità all’insulina;
  • riduzione dei trigliceridi;
  • minore infiammazione e stress ossidativo.