La ricerca rivela che l’invecchiamento non è costante ma procede a scatti, con una svolta intorno ai 50 anni e l’aorta al centro del processo.
L’invecchiamento procede a scatti
Un ampio studio condotto dall’Accademia Cinese delle Scienze e pubblicato su Cell ha messo in discussione l’idea di un invecchiamento lento e graduale. L’analisi delle proteine in diversi organi ha mostrato che il corpo attraversa fasi di stabilità seguite da brusche accelerazioni, e che queste “ondate” di cambiamenti sono comuni a tutta la popolazione, pur variando in intensità.
Secondo i ricercatori, tra i 45 e i 55 anni si verificano mutamenti particolarmente significativi, rendendo questa fascia un vero spartiacque biologico.
Il ruolo chiave del sistema cardiovascolare
Il cuore della scoperta riguarda il sistema vascolare, con l’aorta al centro delle trasformazioni. È stato infatti individuato che questa arteria principale produce una proteina in grado di accelerare i segni dell’invecchiamento se diffusa nell’organismo. La sua presenza ha mostrato, in modelli animali, un’accelerazione marcata dei processi di usura. Questo suggerisce che i vasi sanguigni possano funzionare da condotto per molecole che stimolano il decadimento cellulare in diversi distretti corporei.
Organi che invecchiano con velocità diverse
I dati hanno inoltre evidenziato che i diversi organi non seguono lo stesso ritmo. Alcune ghiandole, come le surrenali, mostrano alterazioni già intorno ai 30 anni, mentre altre aree del corpo sembrano mantenere più a lungo un equilibrio. Ciò conferma che il processo di invecchiamento non è uniforme e che determinati sistemi biologici sono più vulnerabili di altri.