Artrosi alle mani: sintomi, cause e terapie possibili

L’artrosi alle mani è una malattia cronica che provoca dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti quotidiani. Ecco come riconoscerla e i trattamenti disponibili.

Cos’è e dove colpisce

L’artrosi alle mani, conosciuta anche come osteoartrite, è una patologia degenerativa che riguarda la cartilagine articolare. La progressiva usura del tessuto protettivo fa sì che le ossa entrino in contatto diretto tra loro, provocando infiammazione e dolore. Le zone più frequentemente interessate sono il polso, l’articolazione alla base del pollice e le giunture tra le falangi, sia prossimali che distali.

I fattori di rischio principali includono età avanzata, sesso femminile, precedenti traumi alle mani, attività manuali intense e obesità.

Sintomi e complicanze

I disturbi tipici comprendono rigidità articolare, dolore persistente soprattutto al risveglio o durante movimenti specifici, gonfiore e perdita di mobilità. In alcuni casi compaiono noduli caratteristici: quelli di Heberden, localizzati tra seconda e terza falange, e quelli di Bouchard, che interessano la prima e la seconda falange.

Con il tempo, l’artrosi può rendere difficoltosi gesti quotidiani come aprire una bottiglia, stringere un oggetto o girare una chiave. Questa perdita di autonomia può avere anche un impatto psicologico, portando in alcuni pazienti a stati di ansia o depressione.

Diagnosi, terapie e ruolo dell’alimentazione

La diagnosi si basa sull’anamnesi e sulla visita clinica; radiografie e altri esami vengono richiesti solo nei casi più complessi. Attualmente non esiste una cura definitiva, ma sono disponibili trattamenti mirati ad alleviare i sintomi e migliorare la funzionalità della mano.

Le opzioni conservative comprendono riposo, applicazioni di ghiaccio, farmaci antinfiammatori, tutori notturni, creme a base di capsaicina, infiltrazioni di corticosteroidi e fisioterapia. Nei casi più gravi si può ricorrere alla chirurgia, con interventi di ricostruzione articolare, artrodesi o rimozione di tessuto osseo in eccesso.

Secondo alcune indicazioni nutrizionali, una dieta ricca di frutta, verdure fresche, cereali integrali e proteine magre può contribuire a ridurre l’infiammazione. Al contrario, è consigliato limitare grassi saturi, eccesso di sale e zuccheri.

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