Il sodio è essenziale per l’organismo, ma un’assunzione eccessiva aumenta il rischio di ipertensione, malattie renali e cardiovascolari. Ecco come regolarsi.
Perché il sale è indispensabile ma va limitato
Il sodio è un minerale fondamentale per l’equilibrio dei liquidi, la trasmissione nervosa e la contrazione muscolare. Nella dieta occidentale, la principale fonte è il sale da cucina, formato da cloruro di sodio. Un cucchiaino equivale a circa 2,3 grammi di sodio, la quantità massima giornaliera raccomandata. Il fabbisogno ideale è di circa 1.500 milligrammi: superare questi valori espone a ipertensione, ictus e malattie cardiovascolari.
Segnali di eccesso di sodio
Un consumo troppo elevato di sale può manifestarsi con gonfiore a mani, piedi e caviglie, aumento della sete, pressione alta e difficoltà per i reni a smaltire i liquidi. Anche insonnia, stanchezza, crampi e disturbi digestivi possono essere indicatori di eccesso. Nel lungo periodo il rischio riguarda malattie croniche come osteoporosi, insufficienza renale, cancro gastrico e insufficienza cardiaca.
Come ridurre il sale nella dieta
Per abbassare l’introito di sodio è consigliato privilegiare carni fresche invece di prodotti confezionati, scegliere verdure surgelate non condite e leggere sempre le etichette nutrizionali. Un aiuto può arrivare anche dall’uso di spezie ed erbe aromatiche, utili per insaporire i piatti senza ricorrere al sale. Bere più acqua, inoltre, aiuta a contrastare gli effetti del sodio in eccesso e a mantenere il corretto equilibrio idrico.
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