Polvere bianca versatile, il bicarbonato di sodio può favorire la digestione, ridurre l’acidità e trovare impiego anche nella preparazione e pulizia degli alimenti.
Come agisce e quando usarlo
Il bicarbonato di sodio, ottenuto da una lavorazione che combina cloruro di sodio, ammoniaca e anidride carbonica, è noto per le sue proprietà deacidificanti. Una piccola quantità sciolta in acqua tiepida può aiutare a ridurre l’acidità gastrica e favorire la digestione, in particolare dopo pasti abbondanti. Può essere utilizzato occasionalmente anche con succo di limone, purché non si superi la dose di un cucchiaino al giorno. Se i disturbi persistono oltre due settimane, è necessario consultare un medico.
Uso in cucina e limiti di assunzione
Oltre all’assunzione diretta, il bicarbonato può migliorare la digeribilità di alimenti come i legumi secchi: un cucchiaino in ammollo e un pizzico in cottura ne riducono i tempi di preparazione. È però importante non eccedere, per evitare di alterare il sapore. L’uso prolungato e indiscriminato non è consigliato, e alcune categorie, come chi soffre di ipertensione, insufficienza renale o scompenso cardiaco, dovrebbero evitarlo. Lo stesso vale per donne in gravidanza o allattamento, e per chi assume determinati farmaci, come gli antinfiammatori non steroidei.
Altri impieghi e avvertenze
Il bicarbonato può essere utile anche per contrastare disturbi come cistite, afte, acidosi lattica o metabolica, e per prevenire calcoli da acido urico. Il suo effetto antimicrobico e antibatterico lo rende adatto alla pulizia di frutta e verdura, pur senza eliminare completamente eventuali microrganismi. Non è raccomandato prima dell’adolescenza, salvo uso occasionale.