Dieta del riso: come funziona e quali rischi comporta

Un regime alimentare a base di riso promette un rapido calo di peso, ma presenta limiti nutrizionali e rischi per la salute.

Origini e caratteristiche

La dieta del riso nasce alla fine degli anni Trenta come trattamento per l’ipertensione ed è tornata di moda per le sue presunte capacità dimagranti. Si basa sull’elevato potere saziante del riso integrale e sulle sue proprietà diuretiche, legate alla presenza di potassio.

Il protocollo prevede tre fasi: nei primi tre giorni si consuma solo riso, anche a colazione sotto forma di crema. Nei successivi tre giorni si aggiunge una fonte proteica come pollo o pesce, mentre nella terza fase si introduce un ulteriore alimento, ad esempio la frutta. Sebbene la dieta diventi leggermente più varia, il riso resta l’elemento principale.

Perdita di peso e criticità

La riduzione dell’ago della bilancia è in gran parte dovuta alla perdita di liquidi, non di massa grassa. L’assenza di un apporto proteico adeguato può portare anche a un calo della massa muscolare. Il dimagrimento ottenuto tende a essere temporaneo e il peso può tornare una volta concluso il regime.

Gli ideatori stessi consigliano di non superare le due o tre settimane, per evitare carenze di vitamine e sali minerali. La mancanza di nutrienti essenziali può infatti compromettere il sistema immunitario e provocare stanchezza persistente.

A chi è sconsigliata

Per chi pratica sport, la dieta del riso risulta inadatta: la carenza di proteine ostacola la sintesi muscolare e può incidere sulle prestazioni. Può essere invece valutata, in accordo con un nutrizionista, una giornata settimanale di restrizione proteica privilegiando il riso integrale, inserito però all’interno di un’alimentazione equilibrata.