Uno studio ha rilevato che la caffeina può ritardare il sonno REM fino a due ore e modificare la circolazione cerebrale durante il riposo.
Effetti della caffeina sul ciclo del sonno
Un recente lavoro condotto dall’Università della California a Los Angeles ha evidenziato come l’assunzione quotidiana di caffeina possa alterare in modo significativo i meccanismi del sonno. Lo studio, eseguito in laboratorio su modello animale, ha dimostrato che il consumo regolare di sostanze stimolanti come caffè e bevande energetiche comporta uno slittamento della fase REM fino a due ore rispetto al normale.
Secondo i ricercatori, questo ritardo provoca una compensazione involontaria da parte del cervello, che reagisce con un sonno più profondo nelle fasi successive e con un risveglio posticipato. Tuttavia, se non si ha la possibilità di dormire più a lungo – come accade comunemente durante la settimana lavorativa – si rischia di interrompere l’equilibrio del ritmo sonno-veglia.
L’orario giusto per consumare caffeina
Il professor Andrew Charles, neurologo e responsabile del team di ricerca, ha sottolineato che i rischi sono maggiori quando la caffeina viene assunta nel pomeriggio: “Il corpo umano non riesce sempre a compensare lo slittamento del sonno causato dalla caffeina. Per questo è raccomandabile consumarla solo nelle prime ore della giornata e mai oltre le 14:00”, ha dichiarato.
L’alcaloide contenuto nel caffè, infatti, raggiunge il suo picco d’azione tra i 30 e i 60 minuti dall’assunzione. Gli effetti sono molteplici: aumento della frequenza cardiaca, attivazione del sistema nervoso e modifiche alla perfusione cerebrale. L’emivita della caffeina è in media di cinque ore, ma può variare in base al metabolismo individuale, lasciando nel corpo tracce attive anche in serata.