In molti sperimentano maggiore concentrazione e chiarezza mentale, ma i benefici cognitivi del digiuno intermittente non sono universali né adatti a tutti.
Come funziona il digiuno intermittente
Negli ultimi tempi, il digiuno intermittente (IF) ha guadagnato popolarità come possibile alleato del benessere mentale, oltre che fisico. Non si tratta di una dieta in senso stretto, ma di un modello alimentare che alterna fasi di digiuno e alimentazione. Tra le modalità più diffuse si trovano il protocollo 16:8, che prevede 16 ore senza cibo e 8 ore di assunzione, e il metodo 5:2, con due giorni a settimana a restrizione calorica.
Durante il digiuno, l’organismo esaurisce le scorte di glucosio e attiva la produzione di corpi chetonici, tra cui il β-idrossibutirrato, che vengono utilizzati anche dal cervello come carburante. Questo passaggio metabolico è collegato all’incremento del BDNF (brain-derived neurotrophic factor), una proteina che favorisce la memoria, la plasticità neuronale e l’apprendimento. In condizioni moderate e controllate, il cervello potrebbe funzionare meglio in assenza di cibo, almeno per un certo periodo.
I possibili effetti sulla lucidità mentale
Molti sostenitori dell’IF, tra cui personaggi noti come Elon Musk e Gwyneth Paltrow, parlano di una maggiore chiarezza mentale, riduzione del cosiddetto brain fog e migliorata capacità di concentrazione. Alcune conferme arrivano anche da studi su modelli animali e ricerche su volontari adulti, che evidenziano un effetto positivo sul rendimento cognitivo nelle fasi di digiuno.
Gli stessi studi evidenziano che i benefici cognitivi non sono uniformi per tutti. Alcune persone, soprattutto nei primi giorni, possono avvertire stanchezza, irritabilità e difficoltà di attenzione. L’efficacia e la tolleranza dell’IF, dunque, variano sensibilmente da individuo a individuo.
Quando il digiuno non è indicato
Il digiuno intermittente non è adatto a tutti. E’ controindicato per chi soffre di ipoglicemia, disturbi metabolici, oppure ha avuto esperienze di disturbi alimentari. Inoltre, in alcune donne in età fertile, l’alternanza di digiuno prolungato può alterare il ciclo mestruale, la funzionalità tiroidea e la produzione ormonale. La nutrizionista avverte: “Un conto è digiunare in un corpo sano e in equilibrio, un altro è farlo in presenza di stress cronico, dieta restrittiva o insonnia”.