Tiroide, ecco perchè colpisce maggiormente le donne e cosa fare

La salute della tiroide influenza metabolismo, umore e performance. Scopri sintomi, cause e il ruolo dell’esercizio fisico secondo gli esperti.

Le principali disfunzioni della tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo, la cui funzione regola molte attività dell’organismo, dal metabolismo alla termoregolazione. Tra le alterazioni più comuni si distinguono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, che si manifestano in momenti diversi della vita e con sintomi distinti.

L’ipotiroidismo autoimmune può comparire a qualsiasi età, ma è più frequente negli adulti sopra i cinquant’anni. L’ipertiroidismo, invece, tende a manifestarsi tra i 20 e i 40 anni. Con l’età aumenta anche la probabilità di sviluppare noduli tiroidei.

A colpire maggiormente sono le donne, fino a dieci volte più degli uomini. Questo divario, spiegano gli specialisti, è dovuto alla maggiore vulnerabilità del sistema immunitario femminile. Uno studio condotto negli Stati Uniti ha confermato che le donne hanno il doppio delle probabilità di sviluppare anticorpi anti-tiroide rispetto agli uomini, in tutte le fasce d’età.

I sintomi dell’ipotiroidismo includono spossatezza, secchezza cutanea, aumento di peso, stitichezza, sensibilità al freddo, rallentamento del pensiero e gonfiore del viso. Le cause possono variare: carenza di iodio, tiroidite di Hashimoto, uso di farmaci come litio o amiodarone, interventi chirurgici o trattamenti con iodio radioattivo.

Al contrario, l’ipertiroidismo si associa a un eccesso di ormoni tiroidei in circolo e comporta sintomi quali calo di peso nonostante l’aumento dell’appetito, palpitazioni, nervosismo, ansia, tremori, intolleranza al caldo, e affaticamento.

Il legame tra esercizio fisico e funzione tiroidea

L’attività sportiva, se svolta con regolarità e moderazione, può avere un impatto favorevole sul sistema endocrino e sul funzionamento della tiroide. Può contribuire a mantenere stabili i livelli ormonali e migliorare l’equilibrio metabolico.

Tuttavia, il sovraccarico fisico o il sovrallenamento possono risultare controproducenti, alterando la produzione di cortisolo, testosterone ed estrogeni, e incidendo negativamente anche sulla tiroide. Le alterazioni della funzione tiroidea, in entrambe le direzioni, possono compromettere la performance sportiva, sia per via degli effetti sulla circolazione e la respirazione, sia per l’impatto diretto sulla muscolatura.

È importante precisare che non esiste uno sport specifico capace di influire direttamente sullo stato di salute della tiroide. Tuttavia, un’attività fisica regolare può contribuire al benessere complessivo e, indirettamente, anche a quello tiroideo.

Controlli, terapia e prestazioni atletiche

Un controllo costante dei livelli ormonali è fondamentale, soprattutto per chi pratica sport in modo intensivo. Solo con una terapia adeguata e un buon monitoraggio della funzionalità tiroidea è possibile neutralizzare gli effetti negativi dell’ipo o ipertiroidismo su corpo e mente.

Un caso emblematico è quello della fondista Manuela Di Centa, che, dopo un percorso terapeutico seguito da un endocrinologo, è riuscita a raggiungere importanti risultati a livello internazionale, salendo sul podio in competizioni mondiali e olimpiche.