Battiato, dettagli sulle sue condizioni di salute prima di morire
Salute

Battiato, spuntano dettagli sulle sue condizioni di salute prima di morire

La morte di Franco Battiato ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della musica italiana. Una notizia che ha scosso tutti, e che ha anche sorpreso, nonostante si sapesse nell’ambiente che fosse malato, anche se sulle sue condizioni di salute c’era il più stretto riserbo.Battiato, dettagli sulle sue condizioni di salute prima di morire

Ora arriva qualche dettaglio in più, grazie alla testimonianza di Roberto Ferri, suo amico e collaboratore: “Avevo saputo che Franco era alimentato con un sondino e si sa che quando si arriva a questo punto, il tempo di vita è agli sgoccioli. È morto nell’affetto e nell’amore, penso che sia stato amato fino alla fine dai suoi cari, ne sono convinto. E lo sarà ancora di più dal suo pubblico”.

Per Ferri la notizia della morta di Battiato non è stata una sorpresa: “Alla sua morte ero ormai preparato, perché sapevo che soffriva di una malattia neurologica. Dopo che lui non mi riconosceva più, ho interrotto i rapporti perché non riuscivo più a parlarci, era da un’altra parte del mondo”.

Le poche notizie circa le condizioni di salute di Battiato sono state una precisa volontà del fratello Michele: “Quello che mi sento di dire è che stiamo assistendo mio fratello come merita, è circondato dall’affetto degli amici più cari e dei parenti. La gente non ha rispetto di chi sta poco bene. Le persone che fanno dichiarazioni come quelle che ho ascoltato in questi giorni si qualificano da sole. Ho sentito cose che potrei definire stratosferiche, altre completamente inventate”.

Una buona notizia è che Battiato non ha sofferto, dal momento che non ea più cosciente: “Nelle ultime ore non ha capito, non c’era più, per sua fortuna avvolto da un coma profondo. Franco cominciava da giorni a perdere le facoltà. Si è arrivati a un deperimento organico per cui, pian piano, si è quasi asciugato. Non si è accorto del trapasso. Circondato da me, mia moglie, mio genero, i nipoti, i collaboratori e due medici che non ci hanno mai lasciato”.