Predire l’infarto, un test che nessuno ti dice può essere decisivo

Le donne non riconoscono l'infarto e muoiono il doppio

E’ sufficiente l’analisi di un semplice capello per scoprire la predisposizione all’infarto e l’incombere di un attacco cardiaco. Com’è possibile? Grazie a un test sviluppato in seguito a una ricerca dell’Università of Western Ontario, diretta dai dottori Gideon Koren e Stan Van Uum e pubblicata su “Stress”.

Alla base di tutto c’è il ruolo del cortisolo come spia di attacchi cardiaci. L’equipe medica ha analizzato 56 pazienti volontari che avevano avuto un infarto confrontando i dati con un gruppo di controllo di soggetti sani.

Le donne non riconoscono l'infarto e muoiono il doppio

I ricercatori hanno ovviamente tenuto presenti elementi come diabete, fumo ed ipertensione, che notoriamente aumentano la probabilità di avere un infarto. Ebbene è emerso chiaro che il cortisolo è un’ottima cartina di tornasole per prevedere l’insorgere di un infarto e porvi rimedio tramite attenzione all’alimentazione e assunzione di farmaci.I pazienti sono stati sottoposti al prelievo di alcuni capelli sottoposti a successivi specifici esami finalizzati a scoprire la concentrazione di cortisolo. Il cortisolo è l’ormone dello stress, che aumenta nell’organismo in concomitanza con periodi di stress o di intensa attività fisica. Se i livelli sono molto più altri che nei casi normali, potrebbe voler dire che un infarto è in agguato.

 

Nella maggior parte dei casi, l’infarto miocardico è dovuto alla trombosi di un grosso ramo coronarico, secondaria ad un processo aterosclerotico. Ricordiamo a tal proposito che le coronarie sono vasi che provvedono all’irrorazione sanguigna del miocardio e che dalla loro integrità dipende il corretto afflusso di ossigeno e nutrienti al cuore.

L’aterosclerosi è una condizione morbosa progressiva, caratterizzata dalla lenta formazione di placche (ateromi) nelle arterie. Tali placche, costituite principalmente da lipidi e globuli bianchi, possono rompersi dando origine ad un coagulo, che aumenta improvvisamente il volume dell’ateroma e limita l’apporto sanguigno (trombo occludente). Se questo fenomeno interessa una coronaria, l’insufficiente flusso ematico riduce drasticamente l’apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule miocardiche, che muoiono nel giro di poche ore e vengono rimpiazzate da tessuto cicatriziale non contrattile. Il danno risulta pertanto irreversibile.

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