Emicrania, c’è una causa che nessuno sospetta

Scoperto un gene responsabile dell’emicrania. E’ stato chiamato Tresk e a causa del suo cattivo funzionamento accenderebbe alcuni meccanismi nel cervello che poi causano mal di testa.
Lo ha scoperto un’équipe internazionale che ha divulgato i risultati sulla rivista Nature Genetics. Zameel Cader sostiene che “è stato compiuto un passo importante nella comprensione del perché le persone soffrono di emicrania”.

In questo modo sarà più semplice trovare una sostanza che contrasti il dolore invalidante per milioni di persone. Aarno Palotie, presidente dell’International Headache Genetics Consortium presso il Wellcome Trust Sanger Institute nel Regno Unito. : “Per la prima volta siamo riusciti a confrontare il genoma di migliaia di persone e a trovare indizi genetici per capire l’emicrania comune”.

L’emicrania è una particolare forma di mal di testa, molto doloroso e potenzialmente altrettanto invalidante. Deve il suo nome alla particolare localizzazione del dolore: solitamente colpisce infatti soltanto un lato del cranio, indifferentemente il destro o il sinistro. Le cause di questa malattia non sono note, e sono state formulate diverse ipotesi in proposito. Si tende comunque a ritenere che ci sia una predisposizione di tipo genetico. Un’ipotesi sulla sua origine, in particolare, spiegherebbe come mai la patologia sia prevalente nelle donne, soprattutto in età fertile, colpite fino a quattro volte di più rispetto agli uomini: all’origine dell’emicrania, secondo tale ipotesi, ci sarebbero degli squilibri di tipo ormonale. Altra particolarità dell’emicrania è il suo essere preceduta – e talvolta accompagnata – da altri sintomi. Si parla, in questo caso, di emicrania “con aura”, per definire proprio questa serie di sintomi che preludono all’arrivo dell’attacco vero e proprio. L’emicrania può avere un impatto devastante sulla qualità della vita, soprattutto quando i comuni antidolorifici non funzionano più, gli attacchi aumentano oppure peggiorano, e la patologia si cronicizza.

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