Impianto dentale: i vantaggi e le caratteristiche dell’intervento

dentista e oculista

Con oltre 1 milione di impianti dentali all’anno, l’Italia possiede un primato nel campo dell’impiantologia dentale. Non sono tanto le tecnologie utilizzate o la specializzazione dei medici dentisti ad aver contribuito al riconoscimento di tale titolo, quanto il numero di interventi effettuati ogni anno in proporzione al numero di abitanti sul territorio.

Sfoggiare un bel sorriso e una dentatura ordinata è di fondamentale importanza per gli italiani, che hanno a cuore la salute e il benessere dei propri denti al punto da non rinunciare al ricorso a piccole operazioni chirurgiche per migliorare la loro qualità di vita.

Che cos’è un impianto dentale

Nel corso della vita di una persona è possibile incorrere nella perdita di uno o più denti per diversi motivi. Tra le cause più comuni vi sono carie molto profonde o trascurate, disturbi gengivali come la parodontite, ascessi o semplicemente l’invecchiamento. Il problema può essere risolto con la sostituzione dei denti mancanti tramite l’installazione di un ponte dentale che prevede l’aggancio di una protesi ai denti adiacenti oppure con un vero e proprio intervento chirurgico di impianto dentale.

L’applicazione di un impianto dentale consiste nella sostituzione di un dente mancante dalla sua radice fino alla protesi. La struttura completa si compone di tre diverse parti: una vite implantare, un moncone e una protesi. La vite è costituita da titanio o altri metalli biologicamente inerti e fa le veci della radice. Viene infatti inserita all’interno dell’osso quanto più in profondità possibile, per questo motivo requisito fondamentale per potersi sottoporre a un intervento di impianto dentale è la disponibilità di tessuto osseo all’interno della mascella o della mandibola. Il moncone o “abutment” è invece quell’elemento che permette l’aggancio della protesi, parte visibile e somigliante al dente originale.

Impianto dentale: quando si può fare e quanto dura

Oltre a essere fondamentale che le ossa e le gengive siano in un buono stato di salute per garantire l’implementazione ottimale dell’impianto dentale, è importante capire se ci siano tutti gli attributi necessari per poter procedere all’intervento.

In primo luogo è necessario tenere conto delle informazioni che emergono dai raggi X. Una radiografia panoramica o eventualmente una TAC potranno fornire al medico dentista tutte le indicazioni utili per la creazione di una vite personalizzata a seconda della condizione e della disponibilità di tessuto osseo.

Un altro fattore da valutare riguarda invece la tecnica da adottare. In caso di estrazione del dente ad esempio si ricorre solitamente a un impianto post-estrattivo, che prevede la protesizzazione a distanza di poche ore dall’implementazione del dispositivo. Qualora invece il dente risulti mancante da molto tempo è necessario provvedere a suddividere l’operazione in due momenti: prima viene impiantata la vite e a distanza di 3-6 mesi si procede all’aggiunta della protesi.

Vantaggi ed effetti post-intervento

Sono svariati i benefici che derivano da un’operazione di impianto dentale. Viene migliorata la masticazione e la fonetica della cavità orale grazie all’integrazione dello spazio vuoto del dente mancante con un nuovo elemento. Inoltre l’estetica del volto ne trae giovamento, perché viene impedito all’osso di ritrarsi e di modificare la forma del viso.

Le complicazioni possibili sono invece ridotte al minimo e possono essere legate per lo più a lesioni transitorie di un nervo, lievi infezioni o alla mancata integrazione della vite.

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