L’influenza colpisce anche d’estate: bambini vittime comuni

L'influenza colpisce anche d'estate: bambini vittime comuni

Se la mafia uccide solo d’estate, come recitava il titolo di un film di un paio di anni fa di Pif, si può dire che l’influenza colpisce anche d’estate. Se pensavate che con la fine delle giornate fredde e l’arrivo delle temperature calde il rischio di ammalarsi fosse svanito, purtroppo dovete ricredervi. L’influenza, virus che mette ogni anno a letto milioni di italiani nel periodo invernale, colpisce anche durante la bella stagione, ovviamente in quantità inferiore, e fa vittime soprattutto tra i bambini. Si manifesta con stanchezza, qualche linea di febbre e inappetenza.

La si attribuisce al caldo, a un colpo di sole, alle sudate eccessive al cambiamento di abitudini dovuto alla fine della scuola e a qualche giornata di troppo passata davanti alla tv e ai videogame, tra inedia e troppo sonno. Ma ci sono anche elementi esterni che possono contribuire, come l’aria condizionata e il fumo passivo. Bere molto è sempre la soluzione migliore. “Le alterazioni di temperatura spesso sono meno evidenti d’estate e questo fa sì che siano difficili da individuare”, avverte Renato Cutrera, direttore Unità operativa complessa di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“Quello che contraddistingue le sindromi influenzali estive, siano esse batteriche o virali, sono inappetenza, spossatezza e tosse secca”, spiega Cutrera. I sintomi collaterali, sono decisamente inferiori rispetto a quelli estivi. “Questo fa sì che passino facilmente inosservate e i genitori siano facilmente ingannati”. Ma al ritardo nella diagnosi bisogna fare attenzione perché, prosegue l’esperto, “possono comunque avere complicanze gravi e degenerare nelle cosiddette ‘polmoniti coperte’, ovvero con sintomatologia attenuata”.

Occhio, anche se non è facile, a sbalzi di temperatura, all’aria condizionata e ai ventilatori. Entrare in una macchina “ghiacciata” o in un treno o aereo che hanno diversi gradi in meno del’esterno, o il contrario, può essere davvero pericoloso. Ma occhio anche ai negozi. Spesso si passeggia per le vie della città con una temperatura di 35° per poi infilarsi in un negozio con aria condizionata a palla, scendendo rapidamente di 10° o più, condizione pericolosissima.

“Virus e batteri – specifica Claudio Cricelli presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) – non sono preponderanti in questa stagione ma ci ammaliamo d’estate se le nostre mucose sono indebolite perché più secche”. L’aria condizionata, quando è ben gestita, non da problemi. Ma “il flusso freddo diretto e l’eccessiva deumidificazione producono una reazione naturale delle mucose che si seccano, diventando più infiammabili e più sensibili agli attacchi dei batteri”. Importante quindi bere molto contro laringiti e faringiti, “anche se si sta al chiuso in ambienti con aria refrigerata, perché in queste condizioni – conclude – si perdono liquidi pur se non si suda”.