Ebola, migliora il paziente 2 ma non è ancora fuori pericolo

Ebola, migliora il paziente 2 ma non è ancora fuori pericoloSta meglio quello che è stato definito il paziente italiano ‘numero 2’ che ha contratto il virus Ebola. Ma regna la prudenza e “non è ancora fuori pericolo” e “bisognerà attendere ancora almeno una decina di giorni” per poter essere più precisi. Lo ha riferito Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, dove è ricoverato l’infermiere sassarese che ha contratto l’ebola in Sierra Leone dove prestava servizio per Emergency. I sintomi cominciò a manifestarli dopo il suo rientro in Italia. Il paziente non presenta febbre, sono quasi scomparsi i sintomi gastrointestinali e persistono modesti sintomi respiratori che sembrano non preoccupare i medici e continua il trattamento antivirale e la terapia reidratante per via orale ed endovenosa.

Come detto c’è prudenza ma anche molto ottimismo: “L’infermiere sardo ricoverato per il virus Ebola sta facendo grandi progressi. I medici dell’Istituto Spallanzani sono vicinissimi a considerarlo fuori pericolo”. Lo ha detto con soddisfazione il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, secondo la quale “queste buone notizie, a nemmeno una settimana dal ricovero, provano l’altissima professionalità del personale e l’eccellenza di una struttura che conferma l’alto livello della nostra sanità”. Ma anche il ministro è prudente e assicura che “Si continua naturalmente a monitorare le persone che in Sardegna sono in autoisolamento precauzionale, confidando di potere presto chiudere la fase di allerta”.

Intanto sono altre quattro le persone, tra sanitari del laboratorio analisi dell’Asl di Sassari che ha trattato le provette dell’infermiere sardo contagiato dall’ebola, in autoconfinamento precauzionale. Si arriva quindi a un totale di 17 persone in isolamento perchè venute a contatto, più o meno direttamente, con il volontario di Emergency attualmente in terapia al centro specializzato Spallanzani di Roma.

Si tratta della madre e delle due sorelle dell’uomo, più altre 14 persone in osservazione tra coloro che l’hanno assistito, tra medici, infermieri e tecnici di laboratorio che hanno maneggiato le provette di sangue del malato. Non ci sono però particolari preoccupazioni e la Asl precisa, infatti, che si tratta soltanto di misure precauzionali, vista l’eccezionalità del caso, ribadendo che “i protocolli sono stati seguiti alla lettera” e invitando a evitare ogni allarmismo.

Intanto è sempre in attività l’unità di crisi che monitora l’evoluzione della situazione in città e si aspetta un aggiornamento delle autorità sanitarie sulla situazione.