Bugiardino: cosa cambia in farmacia

“Sicuramente quella presentata dall’ Aifa, relativa al foglietto illustrativo, è una iniziativa interessante. Va nella direzione di un buon servizio al cittadino il quale non rischia di trovarsi sprovvisto di un farmaco solo perché è cambiato il cosiddetto ‘bugiardino’.

Cosa cambia oggi per chi andrà in farmacia? Quando il foglietto illustrativo di un farmaco subisce modifiche, il farmaco non è più inutilizzabile, ma può rimanere nel circuito di vendita attraverso l’aggiornamento dello stesso a cura del farmacista. Viene quindi reso disponibile al paziente, immediatamente, un bugiardino aggiornato, tutelandone la sicurezza.

Si evitano rischi di carenza e di approvvigionamento dei medicinali, garantendo la continuità terapeutica e, soprattutto, si evita uno spreco di farmaci, ancora sicuri ed efficaci, che vengono distrutti solo perché il foglietto illustrativo non è più aggiornato, con l’evidente impatto economico ed ambientale che ne deriva. OLYMPUS DIGITAL CAMERA


E poi un primato europeo non guasta: dato che alla presentazione di questo progetto è emerso che siamo i primi in Europa ad applicare una semplificazione di questo tipo.


C’è solo un aspetto che mi lascia perplesso: viene caricato sulle spalle del farmacista un compito in più che comporta un aggravio, non solo burocratico ma anche economico e di tempo per le giuste spiegazioni da dare al paziente che si trova di fronte all’ennesimo cambiamento proprio quando viaggiamo verso innovazioni che sottraggono carta, e non la producono, come la ricetta dematerializzata”.

A porre l’accento su questa innovazione il ‎Presidente del sindacato dei Titolari di farmacie Farmacieunite, Franco Gariboldi Muschietti.

“AIFA – evidenzia Muschietti – ha preannunciato una campagna informativa per i cittadini ma anche noi non mancheremo di essere al fianco dei pazienti per spiegare questa novità.‎

Poiché si parla di risparmi per cifre molto consistenti (annunciati in conferenza stampa dal’AIFA circa 30 milioni di euro), non mancheremo di rivolgere le nostre legittime richieste all’industria farmaceutica, visto che ancora una volta si chiedono sacrifici alle farmacie e pertanto pensiamo di poter instaurare un dialogo costruttivo con le industrie farmaceutiche”.