Sciopero benzinai 16-19 luglio 2013: si spende più per un pieno che per la carne

Fa paura lo sciopero in programma dal 16 al 19 luglio organizzato dai benzinai. Per scongiurarlo, l’Autorità di garanzia per gli scioperi ha convocato per mercoledì i rappresentanti delle compagnie petrolifere italiane e la concessionaria Autostrade per l’Italia “per discutere i temi oggetto della vertenza con le associazioni dei gestori.Sciopero benzinai 16-19 luglio 2013: si spende più per un pieno che per la carne


Questa ha provocato “la proclamazione dello sciopero sulla rete austostradale nazionale da domani fino alle ore 6 di venerdì 19 luglio”. “Al riguardo”, si legge nella nota, “l’ Autorità si è già pronunciata in merito alla proclamazione dell’astensione in oggetto, ritenendola conforme alla legge”.


“Ho già disposto un richiamo ai petrolieri chiedendo loro di tenere conto della situazione del nostro Paese. Stiamo predisponendo un richiamo perchè non ci siano aumenti”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Zanonato sugli ultimi rincari dei carburanti. “Il rincaro è prevalentemente dovuto ad un aumento del greggio e della domanda” ha detto Zanonato, “e per questo i petrolieri aumentano il prezzo. Ma la differenza tra quanto crescono i listini europei rispetto ai nostri, è minimo”
Le ragioni sono spiegate in una nota congiunta di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio: “Le compagnie petrolifere, palleggiandosi cinicamente la responsabilità con le società autostradali, fanno fioccare le disdette unilaterali dei contratti con i gestori, espellendoli dal settore a forza, in esplicita violazione di accordi assunti sin dal 2002 con il ministero dello Sviluppo Economico”.

Intanto sono stati registrati ancora aumenti oggi e nel fine settimana sui prezzi della benzina e nel frattempo i mercati internazionali non danno tregua e a muovere sui prezzi raccomandati sono Ip ed Esso con +0,5 cent euro/litro. Medie nazionali di benzina e diesel rispettivamente a 1,836 e 1,739 euro/litro (gpl 1 0,789). Verde fino a 1,877.

I dati preoccupanti dicono che le famiglie spendono più per un pieno che per la carne.

La richiesta inoltrata al Governo è stata di riportare “all’interno delle regole i comportamenti delle compagnie petrolifere e dei concessionari autostradali che si spartiscono la ‘torta’ degli affari prodotti con un bene pubblico”.