Pensioni riforma: novità 2013, modifiche alla Fornero

Riformare le pensioni vuol dire innanzitutto intervenire sui punti deboli della legge Fornero. Una legge varata in un momento di drastiche decisioni, con il governo Monti chiamato a risanare i conti di uno Stato alla deriva. Adesso serve qualcosa di più incoraggiante nei confronti dei singoli.pensioni


La legge 214/11 Fornero penalizza eccessivamente coloro i quali vanno in pensione anticipata prima dei 62 anni di età. Categoria che subisce una penalizzazione economica o l’obbligo di recuperare i giorni di assenza dal lavoro. Le critiche maggiori riguardano il fatto che si tratta di penalizzazioni che vanno a colpire anche lavoratori con contributi superiori ai 40 anni di versamenti.


La riforma delle pensioni andrebbe cambiata allo scopo di penalizzare meno i lavoratori, soprattutto le donne, evitando di gravare in particolare su chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell’assistenza di bambini e altri familiari.

La proposta Damiano, al momento sul tavolo di Letta e punto di partenza principale per modifiche strutturali, va proprio in quel senso con maggiore discrezionalità nella scelta del momento in cui andare in pensione, fermo restando un sistema di malus o di bonus del 2% sull’assegno pensionistico.

I conti dello stato sono ancora da risanare: il mese scorso l’inflazione ha registrato un aumento dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2012 e dello 0,3% su base mensile, secondo l’Istat. Gli aumenti sono dovuti principalmente alla ripresa dei prezzi dei beni energetici non regolamentati(+0,5% congiunturale, con una consistente diminuzione della flessione tendenziale, che passa al -1,8% dal -4,8% di maggio).Inoltre, i prezzi dei prodotti più acquistati sono cresciuti dell’1,7% su base annua e dello 0,4% su base mensile.

I fondi per le pensioni sono da reperire anche dalla lotta all’evasione. Dal 2000 al 2012, grazie alla lotta all’evasione fiscale, sono stati emessi ruoli per 807,7 miliardi di euro. La somma effettivamente riscossa in questi 13 anni è di 69,1 miliardi di euro. Lo spiegano alcune tabelle consegnate dal ministero dell’Economia alla Commissione Finanze della Camera. Il carico residuo dei ruoli fiscali da riscuotere riguarda in gran parte debitori per oltre mezzo milione di euro. Al 31 dicembre 2012, oltre l’80% del carico residuo era di debitori con importi pari o superiori a 500 mila euro.

Il ministro del lavoro Giovannini: “Il governo guarda con molta attenzione l’evoluzione non solo dell’Economia, ma anche del deficit; sono sicuro che il ministro Saccomanni sa tenere sotto controllo i conti, quindi ora non è previsto nulla del genere”. L’ipotesi di nuove misure che la Ue potrebbe chiedere all’Italia se il deficit salisse al 3% “sono pura speculazione” dice il portavoce del commissario Affari Economici Rehn. Serve “pensare non a una manovra ma alle cose che dobbiamo fare per le famiglie e per le imprese” commenta il ministro Lupi.