E’ stato nominata Maria Chiara Carrozza come Ministro dell’Istruzione. Questa dunque la decisione presa dal nuovo Presidente del Consiglio Enrico Letta.
Ora gli occhi di docenti precari e studenti sono tutti focalizzati sul lavoro che il nuovo Ministro farà in futuro.
L’ex rettore è pronta ad incentrare il suo impegno su formazione e ricerca.
Queste le parole del Ministro dell’Istruzione sul suo profilo di Facebook: “Perdonatemi se non ho ancora risposto ai tanti messaggi e alle migliaia di commenti che mi avete inviato in queste ore.
Ci tornerò più tardi. Adesso voglio solamente esprimere la solidarieta’ piu’ profonda e la vicinanza all’Arma dei Carabinieri, alle famiglie dei feriti e alla famiglia del carabiniere ucciso ieri in Provincia di Caserta”.
Ora tutti si chiedono se con il nuovo Ministro ci sarà il TFA ordinario o speciale.
Dalle ultime notizie emerge che lo speciale sicuramente si farà e probabilmente anche l’ordinario.
Il Ministro tenterà di proseguire sulla strada dell’ex Ministro e dunque probabilmente non ci sarà forse neanche il tempo di cambiare la legge.

APPELLO DEI DOCENTI UNIVERSITARI (attualmente 753)
PER FERMARE IL TFA SPECIALE
Esprimiamo il nostro forte disappunto per la recente approvazione, per di più a Camere sciolte, della modifica al D.M. n. 249 del 10 settembre 2010 con cui si dà avvio al cosiddetto TFA speciale o riservato. Le nostre perplessità sono dettate dalle seguenti considerazioni:
Il TFA ordinario è un percorso a numero programmato, che prevede una rigida selezione in entrata. Le università hanno fatto un grande sforzo per selezionare i candidati da avviare al percorso abilitante, nell’interesse della scuola italiana e degli studenti che meritano docenti dalla comprovata preparazione. Questo sforzo sarebbe totalmente vanificato dall’attivazione di un percorso riservato che, secondo i calcoli del Ministero, coinvolgerebbe ben 57.000 docenti, disattendendo il principio del fabbisogno che aveva ispirato l’istituzione del TFA ordinario.
Il TFA speciale, basato sulla totale assenza di programmazione degli accessi, causerebbe la completa saturazione del sistema delle abilitazioni con conseguente blocco dei prossimi cicli del TFA ordinario e del regolare regime della formazione iniziale, mortificando così le aspirazioni dei futuri laureati e la volontà di svecchiamento del sistema scolastico italiano.
L’avvio del percorso riservato comporterebbe per le università problemi logistici e organizzativi non indifferenti, superiori a quelli che attualmente gli atenei si trovano fronteggiare nella gestione del TFA ordinario.
La mera anzianità di servizio, unico requisito per accedere al percorso riservato, non costituisce, di per sé, una garanzia di competenza e preparazione. Non risulterebbe pertanto equo che docenti che abbiano evitato o non superato la verifica delle conoscenze disciplinari possano superare nelle graduatorie d’istituto i vincitori di una selezione per merito. Il TFA ordinario, inoltre, premia già l’anzianità di servizio in termini sia di punteggio d’accesso, sia di sconti sul tirocinio. Non si comprendono, dunque, la necessità e l’urgenza di una siffatta deroga alla legge.
Le università italiane, che negli scorsi mesi sono state chiamate ad organizzare una rigorosa selezione, in quanto centri di sapere e di promozione del merito, non possono prestare il fianco ad un provvedimento che, a nostro parere, tradisce gli stessi principi su cui la selezione si è fondata e i diritti di chi ha seguito le regole sottoponendosi ad un regolare concorso.
Per queste ragioni, auspichiamo che il Ministro Profumo si astenga dal firmare la modifica al decreto, a Camere sciolte e a fine legislatura, e voglia rimettere la questione al suo successore.
Per sottoscrivere la petizione consultare il sito dell’ ADI Associazione Docenti Italiani.
Il link della petizione si trova nella colonna a sinistra della pagina iniziale.
questo docente universitario ci fa la grazia di firmarsi? Lei che ne pensa del fatto che ad oggi entra in ruolo gente senza concorso? Non avete nulla da protestare in proposito? E che dire del fatto che siete stati voi docenti universitari a laureare noi docenti che aspirano al TFA speciale? Vuole dire che non siamo idonei? Che non conosciamo le discipline su cui ci avete valutato? Che dunque ci avete regalato la laurea?
Come fa questo “Docente universitario” a dire oggi, 29 aprile, questa frase:
“auspichiamo che il Ministro Profumo si astenga dal firmare la modifica al decreto”?
Inoltre un docente universitario serio non scrive in anonimato. Non credo che un docente universitario serio si intrufoli in un sito e scriva da anonimo, nascondendosi. Se uno crede in quello che dice ci mette il nome e la faccia. Altrimenti è un vile, un vigliacco.
APPELLO DEI DOCENTI UNIVERSITARI (attualmente 803)
PER FERMARE IL TFA SPECIALE
Esprimiamo il nostro forte disappunto per la recente approvazione, per di più a Camere sciolte, della modifica al D.M. n. 249 del 10 settembre 2010 con cui si dà avvio al cosiddetto TFA speciale o riservato. Le nostre perplessità sono dettate dalle seguenti considerazioni:
Il TFA ordinario è un percorso a numero programmato, che prevede una rigida selezione in entrata. Le università hanno fatto un grande sforzo per selezionare i candidati da avviare al percorso abilitante, nell’interesse della scuola italiana e degli studenti che meritano docenti dalla comprovata preparazione. Questo sforzo sarebbe totalmente vanificato dall’attivazione di un percorso riservato che, secondo i calcoli del Ministero, coinvolgerebbe ben 57.000 docenti, disattendendo il principio del fabbisogno che aveva ispirato l’istituzione del TFA ordinario.
Il TFA speciale, basato sulla totale assenza di programmazione degli accessi, causerebbe la completa saturazione del sistema delle abilitazioni con conseguente blocco dei prossimi cicli del TFA ordinario e del regolare regime della formazione iniziale, mortificando così le aspirazioni dei futuri laureati e la volontà di svecchiamento del sistema scolastico italiano.
L’avvio del percorso riservato comporterebbe per le università problemi logistici e organizzativi non indifferenti, superiori a quelli che attualmente gli atenei si trovano fronteggiare nella gestione del TFA ordinario.
La mera anzianità di servizio, unico requisito per accedere al percorso riservato, non costituisce, di per sé, una garanzia di competenza e preparazione. Non risulterebbe pertanto equo che docenti che abbiano evitato o non superato la verifica delle conoscenze disciplinari possano superare nelle graduatorie d’istituto i vincitori di una selezione per merito. Il TFA ordinario, inoltre, premia già l’anzianità di servizio in termini sia di punteggio d’accesso, sia di sconti sul tirocinio. Non si comprendono, dunque, la necessità e l’urgenza di una siffatta deroga alla legge.
Le università italiane, che negli scorsi mesi sono state chiamate ad organizzare una rigorosa selezione, in quanto centri di sapere e di promozione del merito, non possono prestare il fianco ad un provvedimento che, a nostro parere, tradisce gli stessi principi su cui la selezione si è fondata e i diritti di chi ha seguito le regole sottoponendosi ad un regolare concorso.
Chiediamo all’attuale ministro Carrozza di considerare tutti i pericoli legati all’attuazione dei TFA SPECIALI e non lasciarsi impietosire dai dannosi interessi personali di chi non vuole accettare che in una società democratica il merito debba essere dimostrato tramite selezione.
Per sottoscrivere la petizione consultare il sito dell’ ADI Associazione Docenti Italiani.
Il link della petizione si trova nella colonna a sinistra della pagina iniziale.
Docente universitario sei un bel volpino …
All’attenzione del ministro della Pubblica Istruzione Carrozza.
Vorrei porre alla sua attenzione il problema riguardante i TFA (Tirocini Formativi Attivi) SPECIALI, percorsi di abilitazione all’insegnamento ad accesso libero e destinati solo a coloro che vantano almeno tre anni di servizio scolastico.
Premetto che esistono già i TFA ORDINARI, sperimentati a partire da questo anno, ai quali si può accedere tramite una selezione iniziale che, per quanto abbia avuto il merito di valutare le competenze dei candidati, ha favorito fortemente proprio coloro che possono vantare anni di servizio (quindi i possibili beneficiari dei futuri TFA SPECIALI). Con la conseguenza che molti candidati risultati meritevoli nelle prove di selezione dei TFA ORDINARI (ma troppo giovani per essere riusciti ad inserirsi nel sistema di reclutamento della Terza Fascia destinata agli insegnanti supplenti) si sono visti scavalcare e anche escludere dalle ristrette graduatorie di accesso ai TFA ORDINARI a causa di candidati risultati mediocri nelle prove di accertamento, ma “forti” di un esagerato punteggio aggiuntivo dovuto solo alla loro anzianità di servizio.
Sulla base dell’ enorme ingiustizia che si è consumata a scapito sia dei candidati meritevoli esclusi dai TFA ORDINARI, ma specialmente dell’intero sistema scolastico che ha diritto di poter contare su un apparato di abilitazione di buoni insegnanti competenti nelle proprie materie (e non semplicemente “anziani” di servizio), le chiedo di considerare i pericoli insiti nell’approvazione di ulteriori TFA SPECIALI ad accesso libero e destinati solo a coloro che possono vantare le tre annualità di servizio.
Se desideriamo un sistema scolastico che garantisca l’occupazione a docenti meritevoli ritengo che l’avviamento dei TFA SPECIALI non sia la strada giusta da prendere.
Piuttosto sarebbe onesto ricalibrare i metodi di calcolo dei punteggi aggiuntivi riguardanti l’anzianità di servizio nell’ impianto già funzionante dei TFA ORDINARI.
Se il sistema scolastico dimostrasse fiducia nei confronti dei giovani meritevoli invece che penalizzarli come attualmente sta accadendo e come rischia di perpetrarsi nuovamente,ritengo che nel breve periodo potremmo percepire i risultati positivi di una nuova classe di docenti,
grati per l’opportunità lavorativa concessa
e seriamente impegnati, in quanto motivati per la responsabilità educativa loro affidata.
Questa lettera è stata inviata firmata alla posta della Presidenza della Repubblica, all’attenzione dell’attuale Presidente della Repubblica e del ministro per la Pubblica Istruzione.
Il sottoscritto lavora da 10 anni nella scuola primaria senza abilitazione grazie a leggi fatte poi cambiate dai nostri governi, credo di avere piu’ esperienza e competenza di un venticinquenne universitario che non sa neanche tenere una classe e seguire un programma il tfa speciale non e’ altro che un riconoscimento del nostro lavoro
Basta non i percorsi facilitati per persone che avrebbero potuto superare concorsi e frequentare le siss avanti i giovani non isoliti che avrebbero già potuto essere abilitati da anni
Con questa risposta Fiorella si vede la sua preparazione e conoscenza, uno io ad esempio ho 32 anni e credo di essere giovane, due i concorsi sono stati bloccati dal 1999 fino a questo concorso ne che e’ stato fatto, 3 le siss le hanno bloccate nel 2005 e chi non aveva 360 entro il 2004 non poteva partecipare quindi 9 anni fa prima di scrivere informativi grazie
Ma se ci sono in molte graduatorie abilitati di 31 anni in prima fascia!!!!
Cosa racconti caro signor Omero Piccirillo?