Sta per arrivare la seconda edizione del maxi concorso dedicato ai docenti. Il Ministero dell’Istruzione Profumo sta lavorando “per mettere il prossimo Governo nelle condizioni di fare la seconda edizione del concorso degli insegnanti, per poi proseguire con la prevista cadenza biennale”.
L’intenzione dunque sarebbe quella di replicare il concorso.
Ora però molto bisogna vedere cosa accadrà all’indomani delle elezioni 2013.
Altro elemento importante è capire a chi sarà rivolto questo nuovo concorso? Quali saranno i requisiti per essere ammessi?
Secondo molti ad incidere sulle modalità dei requisiti dei destinatari saranno i numerosi ricorsi fatti in tutti questi mesi.
Ricordiamo che la seconda prova scritta avrà luogo la prossima settimana su tutto il territorio italiano.
Di recente il Ministero dell’Istruzione, sul sito ufficiale MIUR, ha pubblicato il calendario completo con sede, nome e cognome candidati, regione, orario e data dell’esame.
La seconda prova consiste in 3-4 domande a risposta aperta.
Intanto nei diversi forum si parla anche dei programmi pre-elezioni presentati dai singoli schieramenti.
A quanto pare di recente il Pd sembra aver aspramente criticato il programma del Pdl in merito proprio alla scuola.
Il Pdl parla di “valutazione di scuole, docenti e università per favorire la meritocrazia” e di “avvio e sviluppo dell’ agenda digitale nella scuola”. Fra le promesse c’è anche quella di “favorire il rapporto scuola-impresa sostenendo i percorsi di formazione professionale”.
Il Pdl parla di raddoppio della detassazione degli utili reinvestiti in ricerca, di implementazione del Fondo per la concessione di un credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo, di prestiti d’ onore per l’ accesso allo studio e di “esenzione fiscale totale sulle borse di studio sia per il beneficiario che per chi le finanzia”.
Per Bersani invece bisogna intervenire così:
1.Assegnare un organico funzionale stabile per almeno un triennio ad ogni scuola.
2.Un piano pluriennale per estendere la rete di asili nido e raggiungere l’obiettivo del 33% di copertura dei posti imposto dall’Europa.
3.Cancellare il Maestro unico della Gelmini per riportare in vetrina i gioielli di famiglia del sistema scolastico italiano: tempo pieno e modulo a 30 ore con le compresenze nella primaria.
4.Scuole aperte tutto il giorno, per permettere agli studenti di studiare a scuola da soli o in compagnia, per fare sport, musica e teatro. Perché le scuole diventino il cuore di quartieri e città.
5.Lotta alla dispersione scolastica, perché nessuno sia lasciato indietro. Dimezzare la dispersione come chiede l’Europa 2020 richiede interventi mirati, percorsi individualizzati, tempi distesi per l’apprendimento.
6.Un piano straordinario per l’edilizia scolastica.
7.Bilanciare l’istruzione e la formazione tecnica e professionale, perché siamo stati un grande paese industriale, quando abbiamo avuto i grandi periti industriali.