Febbre del Nilo occidentale sintomi: in Italia, prevenzione e rischi

La febbre del Nilo occidentale, o virus del Nilo sta facendo molta paura negli Stati Uniti, ma anche in Italia ci si chiede quali possano essere i rischi e i pericoli. Soprattutto quali sono i sintomi. Innanzitutto è bene spiegare che si tratta di una malattia virale provocata dal virus del Nilo occidentale (West Nile Virus).

Prende questo nome dal distretto di West Nile in Uganda, dove per la prima volta nel 1937 è stata diagnosticata su una donna che ha avvertito una febbre particolarmente alta.

Si tratta di una malattia tipica del continente africano, ma che sta iniziando a fare paura anche al resto del mondo, con alcuni casi anche in Italia.


Ecco perchè è utile fare particolarmente attenzione a eventuali sintomi che potrebbero essere una spia della malattia. Ricordando che molti di questi sintomi potrebbero essere comuni a molte altre patologie e che dunque non è il caso di allarmarsi o di farne una psicosi.

Anche perchè i principali sintomi sono molto simili a quelli della classica influenza. Eccoli:

febbre bassa, senso di malessere diffuso, anoressia, nausea, vomito, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, dolori muscolari e articolari, tosse, eruzioni cutanee, diarrea, problemi respiratori.

Ci sono anche stime che parlano di casi minori, stimati incirca il 15% dei casi, soprattutto riguardanti anziani e nei soggetti più deboli, secondo cui insorgono gravi complicazioni neurologiche come meningite o encefalite.

Ci sono poi anche forme più gravi della malattia, che necessitano immediatamente di un trattamento specialistico. In questi casi i sintomi sono più gravi e si ha febbre alta, forte mal di test, debolezza e paralisi flaccida, problemi gastrointestinali, senso di disorientamento, tremori, convulsioni, fino ad arrivare al coma. Sintomi minori sono eruzioni sul tronco, collo, braccia o gambe fino all’atassia, con progressiva perdita della coordinazione muscolare.

Va detto che solitamente la malattia ha decorso benigno, ma ci sono percentuali intorno al 15% dei casi che parlano di meningite o encefalite.

Ciò che fa più paura di questa malattia è che nasce da un virus che viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare. Inoltre la febbre del Nilo può contagiare anche gli animali, in particolare uccelli migratori che secondo gli esperti sono i primi responsabili della diffusione del virus nel mondo.

Ecco perchè conviene limitare al massimo il rischio di puntura di zanzare, soprattutto se si è in zone a rischio. Evitate accumuli di acqua stagnante e umidità dove possono proliferare le zanzare.

Il periodo di incubazione per la febbre del Nilo occidentale va da 3 a 5 giorni circa. Il contagio dà un’immunità permanente.Febbre del Nilo occidentale sintomi: in Italia, prevenzione e rischi

Non ci sono per il momento vaccini o trattamenti specifici, quindi di solito si usano farmaci per alleviare la sintomatologia tipica della malattia.

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