Facebook continua a parlare di Giovanni Traina, social network che non è riuscito a cogliere il suo grido d’allarme, sottovalutandolo, credendo si trattasse soltanto di uno scherzo o al più di uno sfogo. E invece Giovanni aveva forse provato a far capire ai suoi amici il suo disagio.
Un disagio le cui motivazioni ancora si stenta a cogliere. Sembrava un ragazzo come tanti. Famiglia normale, passione per la musica da discoteca (faceva il dj) tantissimi amici su Facebook. Anche troppi, forse. Qualcuno dice che il numero di amici su Facebbok sia inversamente proporzionale alla qualità degli stessi. Insomma se ne hai troppi, se sei amico di tutti, forse hai più difficoltà a stringere davvero con almeno uno o due.
E se a quell’età non hai un contatto diretto, qualcuno con cui confidarti, che ti consigli, che ti sostenga e ti tiri su il morale, può capitare che se sei troppo fragile non sai proprio a chi aggrapparti. Giovanni ha provato ad aggrapparsi a qualcuno, lanciando nell’etere il suo grido di dolore, annunciando addirittura il suo gesto. Le risposte digitate, alcune incredule, alcune di sostegno, non sono state sufficienti a farlo sentire meno solo. 
Una chiacchierata a quattr’occhi con un amico forse sarebbe stata più utile. Chissà se c’è stata. Parlare di un ragazzo che si toglie la vita è sempre difficile, capire fino in fondo è impossibile. Infatti la notizia di cui stiamo parlando non è la sua decisione di farla finita. La notizia è che abbia deciso di condividerla su Facebook, e che non sia servito a salvarlo. Una cosa che deve far riflettere. Sperando possa servire a qualcosa.
il suoprofilo su fb e stato cancellato . qualcuno se c’e ancora il profilo sa darmi il link che volevo vedere il post per intero