Quinto conto energia: fotovoltaico, le ultime novità

Continuano le proteste contro i tagli agli incentivi alle fonti rinnovabili e al Fotovoltaico (Quinto Conto Energia). Il passo successivo da parte delle imprese del settore, dopo la discesa in piazza per dire no alle modifiche del Governo, è stato quello di ritrovarsi agli Stati Generali delle Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica. La volontà è quella di passare dalla proteste alle proposte concrete in modo da far capire al Governo verso quale direzione muoversi.

La posizione dell’esecutivo, in base all’operato del ministro Passera, è chiaro. Il titolare del ministro dello Sviluppo economico pensa sia indispensabile ridurre gli incentivi alle Rinnovabili e far scendere i costi delle bollette energia di consumatori e imprese. Lo scopo è quello di migliorare lo sviluppo dei giacimenti italiani di gas e petrolio.

Un punto di vista che trova d’accordo l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) secondo cui gli incentivi al Fotovoltaico e alle altre fonti rinnovabili sono un onere pesante per le bollette di imprese e famiglie. Parliamo della componente A3 della bolletta.

Le proposte del Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), sono chiare:

mantenimento del premio Made in Europe ossia del bonus di 5 centesimi di euro/KWh per impianti realizzati all’80% con componenti nazionali ed europee);
promozione dell’innovazione proponendo un ulteriore bonus di 10 centesimi di euro/KWh per impianti innovativi realizzati investendo in produzioni all’80% nella UE);
esenzione dal registro nazionale del GSE per impianti di potenza inferiore ai 200 KWp, realizzati dalla PA e su edifici industriali o commerciali per l’autoconsumo.

Secondo IFI è indispensabile che il tetto venga portato a 200 kW e che si torni al premio per gli impianti realizzati con i pannelli solari di produzione europea. Ma è necessario anche che si pensi a un meccanismo che possa premiare gli impianti realizzati con caratteristiche tecnologiche innovative.


Il presidente di IFI, Alessandro Cremonesi, sottolinea come faccia riflettere l’elemento secondo cui «i produttori italiani si sono dotati di una capacità produttiva di circa 1,5 GW e che dei circa 6 GW installati nel 2011, solamente 400 MW provengono da industrie Made in Italy» visto «che le aziende extra-europee hanno beneficiato degli incentivi messi a disposizione dal Governo italiano».

Secondo Cremonesi non bisogna dimenticare che «stiamo comunque parlando di un comparto produttivo, quello della produzione di celle e moduli fotovoltaici, che genera occupazione per oltre 2.000 addetti» e lancia l’allarme al Governo: tutti lavoratori e aziende «messi a rischio se non si provvederà ad inserire nel Decreto Quinto Conto Energia misure sostenibili per gli operatori e le imprese che, mi preme ricordare, hanno operato negli ultimi cinque anni circa 1 miliardo di investimenti in risorse capitali e occupazionali».

ANTER pensa non si possa prescindere dal rivedere i requisiti di potenza cominciando dall’iscrizione al registro. Ricordiamo che in base al nuovo decreto viene richiesta per impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 kW. L’iscrizione è indispensabile per poter ricQuinto conto energia: fotovoltaico, le ultime novitàhiedere gli incentivi. Il costo è di 5 €/kWp, somma che non verrà rimborsata nel caso in cui arriva il ‘no’ all’ammissione all’incentivo.

ANTER ha anche detto che alla Conferenza Stato-Regioni che servirebbe aumentare il tetto della potenza fino a 20kWp.

Non dimentichiamo che uno degli obiettivi delle imprese è quello di non cambiare gli attuali livelli occupazionali ed economici proposti dall’affare che ruota intorno al Fotovoltaico. Ecco perchè secondo ANTER è indispensabile che l’entrata in vigore del Quinto Conto Energia sia spostata al primo gennaio 2013.