Province: manovra Monti le abolisce, è bufera

Sono sul piede di guerra le Province in seguito alla decisione del governo Monti di inserire la loro abolizione all’interno del Decreto Legge per abbassare i costi della politica italiana.

Una decisione che era nell’aria e che era già stata anticipata dal governo Berlusconi con la Manovra Finanziaria 2011.

Proprio oggi c’è stata a a Roma l’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province Italiane. Il presidente dell’Upi Castiglione. «La casta non siamo noi e i dati lo dimostrano. D’altra parte ammonta a 7 miliardi di euro il costo degli enti intermedi nel nostro Paese, di cui 2,5 miliardi vengono spesi solo per i consigli d’amministrazione: ecco i veri costi della politica»

Monti aveva espressamente dichiarato: «Abbiamo adottato un decreto legge che sottoporremo al capo dello Stato, nel quale abbiamo deliberato che l’ organizzazione delle Province venga modificata. Nel decreto abbiamo modificato profondamente le strutture dei consigli provinciali riducendo il numero dei componenti a soli 10 eletti, nominati dai consigli comunali e dal territorio. Vengono quindi eliminate le giunte provinciali e la gratuità delle cariche elettive territoriali non previste dalla Costituzione».


Sono agguerrite anche le province abruzzesi, che parlano tramite il Presidente dell’Unione delle Province Abruzzesi Enrico Di Giuseppantonio: «Prima di Natale convocheremo a Pescara gli stati generali delle Province: ovvero le Giunte Provinciali, i Consigli Provinciali, i Presidenti delle Province e i Presidenti dei Consigli Provinciali delle Province abruzzesi allo scopo di svolgere un’azione di sensibilizzazione sia nei confronti dei cittadini che nei confronti dei Parlamentari abruzzesi. Per l’occasione inviteremo anche i Comuni e i rappresentanti della Regione dal momento che, tra gli effetti negativi, l’abolizione delle Province getterebbe nel caos le amministrazioni territoriali che specie in Abruzzo sono in prima linea in questo momento difficile anche per dare una risposta alla crisi. Inoltre ci attiveremo affinchè il Decreto venga impugnato davanti alla Corte Costituzionale attraverso la Regione».

Ma secondo molti si doveva ricorrere alla patrimoniale, andando a colpire i grossi capitali e i grossi redditi, piuttosto che colpire le pensioni e introducendo nuovamente l’Ici in maniera indiscriminata. Ecco il video del ministro e della sue lacrime, stemperate in maniera gentile e ironica dal presidente del Consiglio Monti.

1 commento su “Province: manovra Monti le abolisce, è bufera”

  1. Più equità : io consiglio una nuova legge dello stato _ Titolo unico,
    art 1.
    Della abolizione delle cariche e del numero dei parlamentari
    – riduzione dei parlamentari a 155 membri; abolizione della carica di ministro, ministro senza portafoglio, segretario e sottosegretario con la riorganizzazione e l’accorpamento dei vari ministeri; abolizione della carica a senatore a vita, quest’ultima carica potrà essere anche prevista in particolari circostanze ma senza che i destinatari percepiscano stipendio e altri privilegi;
    art. 2
    Nuova configurazione degli stipendi dei parlamentari
    Presidente del consiglio : € 2.500,00 netti al mese più tutto ciò che è previsto come lavoratore dipendente (assegni N.F.; tredicesima; ferie pagate ecc….). Niente più privilegi. Egli potrà partecipare a taluni eventi, a spese dei contribuenti solo se nell’interesse dell’Italia tutta.
    Per tutti i restanti parlamentari: € 1.800,00 netti al mese. Varrà anche per loro ciò che è previsto nel presente art. ai commi 2 e 3.

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