Influenza: ecco l’anticorpo per non ammalarsi mai

Un recente studio, coordinato dai ricercatori Massimo Clementi e Roberto Burioni, docenti di microbiologia e virologia dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha dimostrato come chi non si ammala mai è perchè possiede un super anticorpo.

In una nota dell’Irccs di via Olgettina si legge: «La scoperta apre la porta a una nuova generazione di farmaci antinfluenzali e di vaccini in grado di stimolare proprio questi anticorpi “invincibili”anche in chi normalmente non ne produce».

I ricercatori dunque hanno scoperto che l’influenza si può combattere non soltanto con il vaccino ma anche con i propri geni (sempre se si possiedono quelli giusti).

Lo studio è di recente apparso sulle pagine della rivista scientifica PlosOne.

I ricercatori hanno spiegato: “vi sono persone il cui sistema immune riesce ad attaccare il virus influenzale producendo un anticorpo estremamente potente. Coloro in grado di farlo sono pochi, ma grazie alla scoperta del `talento´ di cui sono dotati, si apre ora la porta ad una nuova generazione di farmaci antinfluenzali e di vaccini in grado di stimolare proprio questi anticorpi `invincibili´ anche in chi normalmente non ne produce”.

Vi è mai capitato di avere un amico che non si ammala mai anche nel periodo influenzale? Niente raffreddore, mai tosse, e mai mal di gola?

Gli studiosi ora hanno scoperto il motivo: il segreto sta nel loro patrimonio genetico.

Alcune persone infatti hanno un super-anticorpo. Secondo le ultime notizie i ricercatori dopo aver analizzato tali geni sono riusciti a clonarli.


I ricercatori affermano: “Conoscendo infatti il tallone d’Achille del virus, si possono mettere a punto vaccini che possano produrre gli anticorpi necessari a sconfiggerlo.

Questa scoperta apre la strada a un vaccino unico contro i virus influenzali da farsi una sola volta nella vita. Si tratta di un traguardo importante perché questa stessa molecola anticorpale può essere prodotta in maniera illimitata in laboratorio. La sperimentazione clinica è imminente e il farmaco così realizzato potrà essere somministrato ai pazienti più vulnerabili come bambini, anziani e malati, trasferendo loro passivamente la potenza protettiva dell’anticorpo”.