Benetton: ritirata foto del Papa che bacia l’Imam

Il Vaticano ha replicato molto duramente alla pubblicità provocatoria della Benetton con il bacio tra il Papa e l’Imam- E così il colosso dell’abbigliamento ha deciso di ritirare subito la pubblicità che ritrae Benedetto XVI e Al Azhar.

Si tratta di uno degli scatti pensati per la campagna mondiale Unhate. Scatti che non potevano lasciare indifferenti, e che avevano provocato la stizzita reazione del Vaticano che non aveva esitato a definire inaccettabile il fotomontaggio cui era stato oggetto il Santo Padre.

La Benetton dunque ha deciso di fare subito marcia indietro, pur restando convinta del messaggio niente affatto dissacrante della pubblicità, che aveva tutt’altro intento: «Ribadiamo che il senso di questa campagna è esclusivamente combattere la cultura dell’odio in ogni sua forma. Siamo perciò dispiaciuti che l’utilizzo dell’immagine del papa e dell’imam abbia così urtato la sensibilità dei fedeli. A conferma del nostro sentimento abbiamo deciso con effetto immediato di ritirare questa immagine da ogni pubblicazione».

Ma non c’erano solo i due rappresentanti religioso nella campagna pubblicitaria della Benetton, che certo non è nuova a immagini provocatorie. Già qualche anno fa si ricorda, tra le tante immagini un po’ ‘oltre’ un altro bacio tra una suora e un parroco.

La nuova campagna pubblicitaria di United Colors of Benetton è stata lanciata in tutto il mondo, e avrebbe avuto, secondo il colosso dell’abbigliamento, il solo scopo di spingere i leader e gli abitanti di tutto il mondo ad andare contro la «cultura dell’odio» annunciando la costituzione della Fondazione UNHATE. Ma non si poteva certo sperare che il Vaticano restasse indifferente all’immagine del bacio ritoccata che immortala il bacio sulla bocca tra il papa e l’imam del Cairo. Tanto più che il cartellone sul quale campeggiava la foto questa mattina è stato affisso proprio a Roma vicino al Vaticano.


Il portavoce vaticano padre Lombardi: «Un uso del tutto inaccettabile dell’immagine» del pontefice, di fronte alla quale «la Segreteria di Stato sta vagliando i passi da fare presso le autorità competenti per garantire una giusta tutela» della figura del Papa.

«Bisogna esprimere una decisa protesta per un uso del tutto inaccettabile dell’immagine del Santo Padre, manipolata e strumentalizzata nel quadro di una campagna pubblicitaria con finalità commerciale. Si tratta di una grave mancanza di rispetto per il Papa, di un’offesa dei sentimenti dei fedeli, di una dimostrazione evidente di come nell’ambito della pubblicità si possano violare le regole elementari del rispetto delle persone per attirare attenzione per mezzo della provocazione». «La Segreteria di Stato – ha concluso il portavoce vaticano – sta vagliando i passi da fare presso le autorità competenti per garantire una giusta tutela del rispetto della figura del Santo Padre».

Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart, era stato tra i primi a insorgere contro la pubblicità: «Sia immediatamente ritirata la pubblicità di Benetton con il papa. È un’ offesa al cattolicesimo, ma anche un’offesa a tutti quei pubblicitari che ricercano messaggi innovativi».Benetton: ritirata foto del Papa che bacia l'Imam
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Come detto la Benetton ha spiegato di avere intenti tutt’altro che provocatori, come si è affrettato a spiegare Alessandro Benetton, vicepresidente esecutivo di Benetton Group: «Se l’amore globale rimane una sia pur condivisibile utopia, l’invito a non odiare, a combattere la cultura dell’odio, rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico. Con questa campagna abbiamo deciso di dare visibilità mondiale a un’idea alta di tolleranza, per invitare i cittadini di tutti i Paesi, in un momento storico di grandi turbamenti e non meno grandi speranze, a riflettere su come l’odio nasca soprattutto
dalla paura dell’altro e di ciò che non si conosce».

Ma non si poteva certo pensare che una pubblicità di questo tipo non provocasse alcun tipo di reazione. E no si può non pensare che probabilmente era proprio questo clamore mediatico, alla fine, il vero scopo di una pubblicità come quella apparsa stamattina a Roma.