Salvatore Parolisi non ha ucciso Melania Rea, ma era presente sul luogo dell’omicidio. Lo sostiene Gennaro Rea, zio della 29enne di Somma Vesuviana ucisa in circostanze misteriose. Le dichiarazioni dello zio di Melania sono state affidate a una intervista pubblicata questa sul quotidiano Il Centro. Queste le parole che esprimono il punto di vista di Gennaro Rea su cosa sia accaduto quel maledetto giorno: “Penso che Parolisi sia colpevole, ma non credo che sia stato lui a colpire Melania”.
Insomma secondo la famiglia Rea, di cui evidentemente Gennaro si fa portavoce, Parolisi non è stato in prima persona esecutore dell’omicidio, ma era comunque presente al momento, Dunque, essendo marito della donna, la sua responsabilità è comunque enorme, soprattutto perchè continua a non parlare ostacolando le indagini.
Spiega Gennaro Rea: “Non è lui l’autore materiale, sono certo però che fosse presente all’omicidio e questo per me è ancora più grave”.
I sospetti su Parolisi da parte della famiglia della vittima sono iniziati sin da subito, da quel 20 aprile quando dopo due giorni di angoscia e ricerche fu ritrovato il corpo di Melania: “Da allora ho pensato che lui sapesse molto di più, ma ha preferito continuare a dire bugie”. Poi Gennaro Rea rivela alcuni retroscena che fino a questo momento non ci conoscevano, e che rivelano un background ancora più inquietante di quello dipinto finora. Gennaro Rea ha guardato a fondo nel computer di Melania lasciato a casa dei suoi genitori, trovando materiale che fa capire come la relazione extraconiugale di Parolisi fosse nota alla donna: “Ho trovato roba incredibile, c’era un file con messaggi tra Parolisi e l’amante, e c’erano foto che non posso descrivere. E’ tutto in mano alla Procura”.
Gennaro Rea spiega che con ogni probabilità Parolisi ha chattato con l’amante, la soldatessa Ludovica Perrone, in casa del suocero men
tre Melania era a letto, utilizzando il suo computer. E non è detto che poi Melania non abbia scoperto il materiale contenuto nel pc.
Intanto ieri sul fronte indagini è emerso che intorno al cadavere di Melania sono state trovate impronte nel sangue riconducibili a un piede di piccole dimensioni, con ogni probabilità femminile. La conferma che su posto ci sono state altre persone oltre a Parolisi. Le impronte rivelano anche che chi le ha lasciate si è mosso con grande discrezione cercando di non lasciare impronte e camminando in punta di piedi. Un elemento che potrebbe dare nuove svolte alle indagini, avvalorando la tesi dei difensori che non ci si è ancora fatto una chiara idea sulla dinamica della scenda del delitto e che si è sbagliato indagando finora il solo Parolisi.
Ma a nessune è venuto in mente, che forse Parolosi non “può” parlare; visti i precedenti in cerserma con la soldatessa invischiata con la camorra, chissà che cè sotto, forse se parla rischia anche la vita della figlia
Parolisi non puo’ parlare? Parolisi e’ colpevole perche’ l’ha portata sul luogo stabilito per farla uccidere e sta bene in galera.Ha depistato le indagini e anche con la moglie morta pensava ad altro quindi non si digerisce cosi’ facilmente una morte se non la si e’ causata . quando si conoscera’ il/la complice ,se si conoscera’ mi sa che ne sapremo delle belle .Lui sta bene dov’e’
Ritengo che Parolisi sia a conoscenza di fatti utili alle indagini,ma non parla.
E’ evidente però, che la Magistratura stia effettuando le indagini in modo carente,forse per evitare la divulgazione di azioni illegali,avvenute nell’ambito dell’ambiente militare.
Il giudice dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella,che ha respinto l’istanza di scarcerazione di Parolisi,ha insabbiato una denuncia,presentata da me contro un’associazione per delinquere.
Purtroppo alcuni Magistrati tutelano i MAFIOSI.
ins. La Rovere Franca Rosa Maria
viale G.D’Annunzio n.13 int.7
66100 Chieti tel.0871565067
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Solo baggianate: il sospetto che non possa parlare togliamocelo dalla testa una volta e per tutte: noi non siamo i parenti della vittima, costretti a crescere una bambina a cui non vogliono dire che il papà ha ammazzato la mamma. Siamo seri. Se fosse stato ricattato da qualcuno, avrebbe già spifferato tutto e chiesto e ottenuto la protezione per se e per i familiari, invece rischia di restare in galera vita natural durante per cosa e per chi?! La vita della figlia sarebbe più in pericolo se lui tacese il vero presunto omicida, invece che mandarlo in gattabuia e vivere una vita nuova con la figlia, in santa pace. E’ lui il solo e unico colpevole arrendiamoci all’evidenza, anche se è così orrenda da essere difficilmente accettabile.