Melania Rea ultime notizie: “Presto me ne libererò”

“Non preoccuparti, presto me ne libererò”. Questo è solo uno dei tanti messaggi che sulla chat di Facebook Salvatore Parolisi si è scambiato con l’amante Ludovica. Il giallo di Melania Rea resta ancora molto complesso. Intanto il caporalmaggiore è ora nell’isituto di pena di Marino del Tronto.

Oggi c’è stato il primo interrogatorio in carcere ma Salvatore Parolisi si ‘avvale della facoltà di non rispondere’. Dalla cella il militare urla: “L’assassino di Melania è ancora libero!”.

Salvatore Parolisi sostiene ancora la sua innocenza. Ricordiamo che il marito di Melania Rea è accusato di omicidio volontario pluriaggravato da crudMelania Rea ultime notizie: "Presto me ne libererò"eltà e rapporto di parentela. Per il magistrato il movente potrebbe essere legato alla relazione che aveva con una soldatessa.

Intanto la figlia della coppia sarà presto affidata ai nonni materni. Così fa sapere il legale della famiglia Rea. Il papà di Melania, Gennaro Rea ha dichiarato: “Ho scoperto che non era quello il Salvatore che ho conosciuto per dieci anni e che mia figlia adorava. Mia figlia lo ha sempre amato ed è morta per i valori e per l’amore che aveva per lui”.

Gli avvocati Valter Biscotti e Nicodemo Gentile continuano a sostenere e difendere l’ipotesi di innocenza del loro cliente. “L’ordinanza lascia aperti ampi spazi per la difesa”. “Salvatore saprà dimostrare la sua innocenza”.

La difesa continua dunque a sostenere che ad uccidere la 29enne Melania Rea sia stata una donna e non Salvatore Parolisi.

7 commenti su “Melania Rea ultime notizie: “Presto me ne libererò””

  1. Salvatore, prima è stato indagato, poi arrestato, ora sarà rinviato a giudizio, poi diverrà imputato, sarà giudicato dalla Corte di Assise de L’Aquila, e verrà condannato all’ergastolo, con sentenza definitiva della Cassazione, in base alla miriade di prove raccolte dalla Procura di Ascoli, e lui inopinatamente sceglie il silenzio, consigliato dai suoi legali: si avvale della facoltà di non rispondere. Ma di questo passo è la sua fine, perché se non racconta tutto quello che sa, e cioè la verità, e non tira fuori assi vincenti dalla manica, se ne ha, non ne viene assolutamente fuori indenne. Salvatore, io personalmente ritengo tu sia colpevole, ma se non sei stato tu ad ammazzare tua moglie, e nulla finora lo fa ritenere, svegliati, collabora con la giustizia, e se sei tu l’omicida di Melania, come tutto lascia fondatamente credere negli atti giudiziari, parla e confessa il delitto, perché almeno ti libererai la coscienza dal macigno che la grava, e farai più bella figura di fronte all’opinione pubblica, dalla quale non sei ben visto, ed otterrai uno sgravio di pena, evitando così l’ergastolo. Fallo, se non per te, almeno per tua figlia.

  2. Mi ritrovo perfettamente in linea con PM e GIP di Ascoli Piceno. Salvatore è un soggetto debole in fondo, molto meno forte di Melania, che ha pagato con la morte il suo coraggio di volerlo a tutti i costi. Fossi stato in lei avrei preferito la vita a lui, ma all’amore ed ai valori non si comanda. Il caporal maggiore si è mostrato debole con la moglie, alla quale non ha avuto il coraggio di dire apertamente che amava un’altra e non lei, ed è stato succube della pressione psicologica dell’amante Ludovica, verso la quale invece vi era ed è una forte attrazione fisica, sessuale e passionale, troppo forte da schiacciarlo e renderlo succube. In ogni caso Salvatore è stato ed è, in fondo, un essere fragile piscologicamente, non strutturato razionalmente, per cui hanno ragione PM e GIP a temerne la pericolosità sociale, con comportamenti istintivi ed impulsivi verso possibili obiettivi considerati ostili. Parolisi stava comunque stretto nei principi morali di Melania e nelle attenzioni parentali della famiglia di lei, di genero-figlio. Mi sembra ancor oggi di rilevare, e mi è parso di cogliere ragionevolmente nelle sue espressioni e nella sua condotta post-omicidiaria, una personalità immatura e narcisistica, di tipo infantile, che verosimilmente si gratifica in particolare delle relazioni sessuali e del successo personale in nuove conquiste femminili, con la necesistà di amanti più o meno occasionali. La stessa Ludovica lo definisce debole nei suoi messaggi su Facebook. Non esito a definire la sua una personalità disturbata, da far esaminare a psicologi e psichiatri, per cui non poteva resistere a lungo ad una forte pressione psicologica contrapposta, intollerabile, fra pulsioni e desideri contrastanti, di Melania e Ludovica, cosicché è esploso.

  3. Anch’io sono pienamente d’accordo con PM e GIP di Ascoli, Salvatore ha una personalità davvero disturbata che avrebbe potuto sfociare in altri gesti inconsulti, anche nei confronti della piccola Vittoria (non dimentichiamo le due gemelline scomparse!).
    Spero che si faccia luce anche su Federica!!!!!!!!!!!!!

  4. Gli avvocati all’uscita hanno detto che Parolisi non era stretto tra mogli ed amante e che il movente è fragile!?
    Mi chiedo se hanno letto attentamente l’analisi e le mail contenute nell’ordinanza e se un uomo che avesse già un albergo prenotato per conoscere i genitori dell’amante non fosse al culmine di una tensione con la moglie? Oltremodo questo particolare va visto con il contesto della mentalità del meridione: conoscere i genitori di una ragazza è al sud è un atto di grande rispetto ed onore e quindi non è come presentarsi come l’amichetto che studia con la figlia in adolescenza. Inoltre come non poteva essere Melania con il marito in quei momenti della morte visto che gli inquirenti hanno praticamente provato con certezza che fino alle 15:25 non c’era Parolisi e moglie a Colle san Marco? Che ci possa essere stata la partecipazione di altre persone alla scena dell’omicidio non può essere escluso o che anche esista un mercenario che abbia agito per conto di Parolisi. Quando Parolisi dice che non l’ha uaccisa forse una parte di verità ci sta. Possibile che sul luogo del delitto fosse in attesa un mercenario/a o complice che ha commesso materialmente il delitto, lo stesso che poi ha commesso le atrocità post mortem rilevate dall’autopsia. Un elogio al lavoro investigativo degli inquirenti.

  5. I legali di Parolisi, conosciuti gli esiti dell’autopsia, hanno subito parlato di delitto commesso da una donna, prendendo spunto dal Dna femminile trovato sotto l’unghia,ciò vuol dire che non avevano altri argomenti,e adesso cercheranno solo di confutare le risultanze dei rilievi tecnici e scientifici,e sul quel Dna costruire un teorema, è il loro lavoro, ok, ma se invece aiutassero Parolisi a fare un percorso di verità, e magari dimostrare il delitto d’impeto, forse lo aiuterebbero due volte: a liberarsi del macigno e stare meglio e chissà forse ad avere una pena meno pesante. credo infatti che anche se resterà un processo indiziario (salvo colpi di scena) gli indizi univoci e concordanti sono troppi e fanno ben più di una prova: prima di tutte non dimentichiamo il fatto che Melania è morta mentre era col marito essendo usciti insieme mezz’ora prima.

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