Secondo ultime fonti sembrerebbe che Don Riccardo Seppia, accusato di pedofilia, verrà trasferito al carcere di Sanremo. Il prete ligure aveva giorni fa dichiarato: “La situazione per me qui è insostenibile”. Sembrerebbe infatti che Seppia sia ‘vittima’ di ripetuti e frequenti insulti e minacce da parte degli altri detenuti.
Ricordiamo che il prete è ora rinchiuso nel carcere Marassi a Genova. Seppia avrebbe anche rinunciato all’ora d’aria per evitare contatti con gli altri detenuti. La situazione è diventata pesante per questo il pubblico ministero Stefano Puppo ha autorizzato il trasferimento del prete.
Il carcere di Sanremo ospita un settore per detenuti accusati di reati di questo genere. Dalle ultime informazioni inoltre sembrerebbe che Seppia sia sieropositivo e che abbia più volte fatto uso di cocaina. La situazione sembra dunque aggravarsi.
Seppia continua a dichiararsi innocente. “Ho fatto sesso con adulti, ma mai con minorenni, non ho mai adescato bambini di dieci anni”. Il prete è indagato per induzione alla prostituzione minorile, cessione di droga e violenza sessuale nei confronti di minori. Sembrerebbe inoltre che il prete abbia avuto anche un rapporto a tre con un ex seminarista e un minorenne egiziano.
A confermare l’accusa invece c’è la testimonianza dell’ex seminarista Emanuele Alfano e del ragazzo egiziano (all’epoca minorenne). Il giovane ha confessato di aver avuto rapporti con Alfano e Seppia in una discoteca gay ligure.
Don Seppia dichiara: “La compro con i miei soldi, ma non ho mai toccato le offerte della chiesa faccio uso di cocaina, l’ho ceduta gratis, ma mai in cambio di prestazioni sessuali, tantomeno a minorenni”.
Ecco le intercettazioni: «Li voglio giovani non sedicenni, quattordicenni va bene e che abbiano problemi di famiglia». «Mandami quel ragazzo ho tanta roba».
Messaggi sul cellulare: «Vieni da me, sono solo» scrive Seppia. E il ragazzo gli risponde: «Non posso sono a scuola». Don Riccardo: «Sono solo anche domani mattina. Dì alla mamma che sei a scuola e vieni da me».
Il cardinal Bagnasco commentando l’accaduto dichiara: “sgomento, vergogna e totale disapprovazione se le accuse dovessero dimostrarsi vere. Tutta la chiesa ne esce ferita”.
LA CHIESA CATTOLICA DEVE PER FORZA DI LEGGE APRIRE I PROPRI ARCHIVI
IN BASE ALL’ART. 7 DELLO STATUTO DI ROMA DEL 1.7.2002
E’ ormai risaputo che, negli ultimi decenni, migliaia di sacerdoti cattolici abbiano commesso abusi e violenze sessuali nei confronti di decine di migliaia di bambini e adolescenti in tutto il mondo. La struttura e le regole interne della Chiesa cattolica hanno comunque favorito questa copertura. Le autorità statali non hanno fatto fronte alla loro responsabilità di fare in modo che la legge venisse applicata per tutti allo stesso modo e hanno permesso agli istituti cattolici di porsi al di fuori dei processi giuridici. Così facendo hanno favorito la copertura degli abusi. Il benessere dei bambini, che avrebbe dovuto avere la priorità assoluta, nei primi tempi non fu nemmeno un fattore preso in considerazione.
Se una setta fanatica di poche centinaia di aderenti si comportasse con le stesse strategie manipolatorie della liturgia cattolica, la reazione giusta ed immediata delle forze dell’ordine (come è accaduto con certi maghi televisivi) consisterebbe in una retata generalizzata per crimini quali: costrizione psicologica, abuso della credulità popolare, abuso fisico, psichico ed ideologico sui minori, falso ideologico, millantato credito, favoreggiamento alle devianze psichiche e sessuali, turbamento delle istituzioni democratiche, razzismo verso le minoranze religiose, contro gli omosessuali, i gay, le coppie di fatto, i divorziati, gli atei, i comunisti, i laici, il relativismo… E, invece, succede proprio il contrario: chi non è disposto ad essere abusato o denuncia il proprio violentatore è espulso dalla comunità, come nelle sette razziste
DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni)
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