Lamberto Sposini: bollettino medico

Continua a migliorare il giornalista Lamberto Sposini, ricoverato dal 29 aprile al POliclinico Gemelli di Roma. Il conduttore televisivo è da qualche giorno sveglio e le sue condizioni di salute sembrerebbero stiano migliorando lentamente. Sposini è stato vittima di un’emorragia cerebrale che gli ha provocato un grosso ematoma al cervello. I medici del Policlinico si sono visti arrivare in ambulanza un paziente in condizioni critiche.

Per questo motivo l’equipe del neurochirurgo Giulio Maira ha deciso di intervenire celermente operando Sposini. Ecco intanto l’ultimo bollettino medico: “Dal giorno dell’intervento per la rimozione dell’esteso ematoma cerebrale le gravi condizioni cliniche del giornalista, ricoverato nel Policlinico universitario Gemelli, hanno presentato un continuo e progressivo anche se lento miglioramento, senza momenti di particolare criticità”.

I parenti e gli amici sono molto soddisfatti e contenti dLamberto Sposini: bollettino medicoei lenti passi in avanti che Sposini sta facendo. Ora dopo essersi svegliato dal coma farmacologico, il passo successivo è quello di guarire completamente e essere dimesso. Sicuramente Lamberto non vede l’ora di tornare nella sua casa e nel suo letto insieme alla moglie e alla figlia di nove anni, Matilde.

Lamberto Sposini è nato a Foligno nel lontano ’52. Dal 2008 ha la conduzione del programma “La vita in diretta”. In una vecchia intervista fatta da Vanity Fair ecco cosa afferma Sposini: Meglio essere padre da giovane o oggi? «Ho fatto il papà quando di solito non lo fanno gli altri: a 20 e 50. La prima volta era presto. Avevo appena finito il liceo. Non sono stato molto presente. Meglio adesso. A Matilde dedico tempo e cure mature. E comunque riesco a sorprendermi: a tre anni, usava il congiuntivo».

Ecco invece quanto dice della conduttrice Mara Venier poco prima che iniziassero a condurre insieme “La vita in diretta”. «Per qualche tempo, abbiamo abitato nello stesso palazzo, a Campo dei Fiori. Mara era al piano di sopra, io di sotto. Buongiorno e buonasera. Mai un caffè insieme, una cena, una festa. Uscì però sui giornali una foto di me sotto il portone con sua figlia, Elisabetta Ferracini. La stavo salutando. Titolarono Saranno Sposini. Fu il primo fascicolo che l’allora neogarante della privacy, Stefano Rodotà, si ritrovò sulla scrivania».

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