Un gesto semplice come lavarsi le mani nasconde un’importanza enorme dal punto di vista igienico. Imparare a farlo fin da bambini è il modo migliore per preservarsi da molte malattie. Lavarsi le mani prima di mangiare, o appena dopo essere tornati a casa e aver toccato mani, oggetti, mezzi pubblici, dovrebbe diventare un’esigenza. mai un’ossessione, ma una sana abitudine.
Le mani le portiamo alla bocca, al naso, agli occhi, involontariamente. Chi più chi meno, tutti abbiamo l’abitudine di usare le nostre mani per toccarci il viso: e poichè sono un veicolo straordinario di batteri e impurità, rischiamo di portarceli “in cas”, vale a dire nell’organismo, in ogni momento.
Per molti è già un’abitudine, per altri no, e allora ben venga la Mondiale dedicata all’igiene delle mani, voluta dall’Oms che coinvolge oltre 17 mila strutture sanitarie in tutto il mondo. Lo scopo è dare consigli e informazioni sull’importanza di questo tipo di igiene.
Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha sottolineato come lavarsi le mani con regolarità basterebbe a un calo dei contagi legati ad agenti patogeni, batteri e virus, con punte statistiche che arrivano addirittura al 40%. Basti pensare che quasi la metà delle nuove infezioni contratte soprattutto all’interno di cliniche e ospedali potrebbero essere scongiurate con un po’ di igiene personale in più.
Un paio di consigli: non considerate il lavaggio delle mani un “atto dovuto”: lavatele per bene, per almeno 10-20 secondi con sapone, insistendo sui palmi, tra le dita e sotto le unghie. Occhio agli asciugamani, meglio se ognuno ha il suo. Tagliate spesso le unghie, perchè è lì che si annida la sporcizia maggiore. Evitate di portare spesso le mani alla bocca, agli occhi e al naso: sono le porte del nostro organismo. Se fate uno starnuto, lavate subito le mani se potete. Eviterete di contagiare gli altri. Portate con voi salviette e disinfettante per mani, soprattutto in vacanza, ideali quando manca l’acqua.