Durante la dieta è importantissimo non eccedere con i condimenti e in particolare con il sale. Il sale iodato è un sale da cucina comune addizionato artificialmente di iodio, un minerale molto importante per il corpo perchè contribuisce allo sviluppo e al funzionamento della tiroide, la ghiandola deputata a regolare il metabolismo.
Poichè lo iodio non viene sintetizzato dal nostro organismo, è importantissimo assumerlo con la dieta in modo equilibrato e in quantità adeguate.
In assenza di patologie gravi l’assunzione dovrebbe essere di 150 microgrammi che diventano 220 per le donne in dolce attesa e 290 per le donne che allattano.
Tutti i tipi di pesce, soprattutto le sardine, il merluzzo, sgombri, crostacei, molluschi e alghe sono ricchi di questo particolare minerale.
Ottime fonti sono anche le uova, i prodotti lattiero caseari, i cereali, la carne e in misura inferiore legumi, frutta e verdura.
Dal momento che lo iodio assunto con gli alimenti sopra indicati non è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero, i medici consigliano di consumare sale iodato.
I soggetti carenti di iodio rischiano di sviluppare problemi alla tiroide come il gozzo endemico (un particolare rigonfiamento nel collo).
Ma qual’è la quantità di sale iodato consigliato? La quantità giornaliera è di 6 grammi, pari a circa un cucchiaino.
Lo iodio non altera ne il sapore e ne il colore del sale e consigliabile consumarlo crudo. Quindi salare i cibi dopo la cottura.
Attenzione però a non eccedere nel consumo. L’abuso di sale iodato è dannoso per la salute e aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.
In caso di dosi eccessive, il sale viene eliminato con urina, sudore, lacrime e saliva.