Polipi nasali: diagnosi e cure

I polipi nasali sono proliferazioni della mucosa presente nelle cavità nasali. Dall’esterno sono invisibili ma se osservati attentamente dall’interno del naso si vede che questi hanno un colore bianco lattiginoso dovuto al contenuto acquoso che ne determina anche la consistenza abbastanza molle.

Ma quali sono gli esami per diagnosticarli?polipi-nasali


Per scoprire se si hanno i polipi nasali è necessario sottoporsi ad alcuni esami. Primo fra tutti è la RINOSCOPIA. Si tratta di un esame poco invasivo. Con un divaricatore il medico allarga le narici e dunque è in grado di osservare le cavità nasali più anteriori con l’aiuto di una sorgente luminosa.

Altro esame è l’ENDOSCOPIA. Viene inserita nel naso una sonda collegata a una telecamerina. Quest’ultima trasmette le immagini su un video.


Questa tecnica è molto utilizzata e permette di visualizzare le parte interne un po’ più nascoste.

Il medico però può anche decidere di optare per una TAC. In questo caso grazie ai raggi X questo esame permette di osservare meglio la conformazione interna.

In alcuni casi è possibile che lo specialista suggerisca al paziente di effettuare dei test allergologici. Una delle principali cause dei polipi nasali è proprio dovuto alla rinite allergica.

Un ulteriore esame potrebbe essere la biopsia. Questa opzione viene scelta solitamente quando il medico si accorge che il polipi nasali sono presenti in un unico lato del naso. La biopsia viene dunque effettuata per verificare se ci sono formazioni tumorali maligne.

Per curare i polipi nasali esistono due procedure: farmaci o intervento chirurgico.

Quest’ultimo viene usato nel momento in cui il medico si accorge che i farmaci sono poco efficaci.

Oggi si ricorre all’endoscopia e in particolare a una tecnica che si chiama Fess.

Nel corso dell’intervento non viene praticata nessun taglio. Il medico chirurgo utilizza degli strumenti che vengono inseriti nelle cavità nasali.