Passato agosto, si tornerà a parlare di pensioni, con Letta chiamato ad apportare modifiche importanti alla legge Fornero.
Ma intanto il ministro Giovannini ha già fatto sapere che ci sono difficoltà nell’attuare già a settembre una controriforma della legge attuale. La colpa sarebbe delle Commissioni parlamentari contrarie.
L’auspicio dei diretti interessati è quello che venga nei limiti del possibile abbassata l’età pensionabile portandola a una soglia più accettabile rispetto a quella portata fino ai 66 anni dalla riforma Fornero.
Sul tavolo di Letta c’è la riforma di Cesare Damiano, ministro del lavoro nel governo Prodi bis.
Consentirebbe di andare in pensione già a 62 anni con un malus sull’assegno mensile del 2 % per ogni anno in meno rispetto ai 66 stabiliti; al contrario, ci sarebbe un bonus per chi resta sul posto di lavoro sino ai 70 anni con un bonus annuale sempre del 2 %.
Il Presidente del Consiglio Enrico Letta ha spiegato come sia importante trattare anche la questione esodati, circa 200 mila lavoratori rimasti senza lavoro e senza tutela previdenziale. Numero al quale bisogna aggiungere gli esodandi, vale a dire coloro i quali si troveranno nella medesima situazione nei prossimi mesi.
Se la Riforma Fornero è stato un indubbio vantaggio per le casse dello stato, va anche considerato che si è trattata di una misura di emergenza in un momento delicato che andrà modificata, perchè incompatibile con le necessità di una popolazione di lavoratori allo stremo.