“Questo intervento sulla limitazione alla sperimentazione sugli animali ai fini della ricerca di nuovi farmaci, e non solo, è l’ennesima dimostrazione che il nostro non è certamente un paese per scienziati – commenta Umberto Tirelli , direttore del dipartimento di oncologia medica dell’Istituto Tumori di Aviano – e che continueremo pertanto a comprare i farmaci che vengono approvati negli altri paesi dopo l’obbligatoria sperimentazione sull’animale con il solito tasso di ipocrisia oramai ai limiti dell’insopportabile, anche dopo i numerosi interventi di riviste scientifiche come Nature.
Ci lamentiamo tanto della fuga all’estero dei nostri cervelli e vorremmo che tornassero ma il mio augurio è che rimangano nei paesi culturalmente avanzati scientificamente e non ritornino in questo paese in cui l’ignoranza scientifica è ormai diffusa come un virus epidemico. Per fare un esempio, la prima volta al mondo in cui gli scienziati sono stati condannati per non aver previsto un terremoto – cosa che ha scandalizzato tutti i paesi avanzati – si è verificata in Italia, nel silenzio totale delle istituzioni preposte. Comunque, nel nostro paese dovremo arrivare a scegliere gli uomini che dovranno sottoporsi alle sperimentazioni sui farmaci o quant’altro visto che non sarà più possibile farlo sugli animali”.