Tfa speciale 2013: presentazione domande su Istanze online, costi

La data del 19 luglio è quella entro cui gli insegnanti aspettano risposte definitive per quel che riguarda il Tfa speciale. E’ proprio quella la data indicata dal decreto per istituire il nuovo Pas che consentirà il conseguimento dell’abilitazione per quelli che dispongono degli specifici requisiti di servizio.Tfa speciale 2013: presentazione domande su Istanze online, costi


In attesa di ulteriori novità dalla Gazzetta Ufficiale, che dovrebbe rendere note modalità più specifiche, sappiamo che la presentazione delle domande, annunciata da alcune Organizzazioni sindacali subirà dei ritardi.


Doveva arrivare subito dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. E invece bisognerà aspettare. Una decisione figlia anche del fatto che la bozza di decreto venuta fuori dall’ultimo summit era caratterizzata da una serie di incongruenze che necessitano di essere dipanate.

Gli insegnati auspicano che il ministero decida per la presentazione delle domande successivamente alla determinazione, da parte di Atenei e AFAM del contingente dei posti e del numero massimo di candidati da ammettere ai corsi. In questo modo sarebbe più facile per i candidati scegliere la regione in cui svolgeranno il corso.

Ricordiamo infatti che non è previsto esonero dal servizio, ma solo la richiesta di fruizione dei permessi per diritto allo studio.

Il regolamento prevede che “possono partecipare i docenti non di ruolo, ivi compresi gli insegnanti tecnico pratici, che, sprovvisti di abilitazione ovvero di idoneità alla classe di concorso per la quale chiedono di partecipare e in possesso dei requisiti previsti al comma 1, abbiano maturato, a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio in scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale”.

Gli insegnanti sottolineano anche che non è possibile accettare le domande di partecipazione senza aver comunicato i costi del percorso. I corsi, una delle poche certezze, si svolgeranno senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, e quindi verranno finanziati proprio dai corsisti. Cosa che ha messo sul piede di guerra le Organizzazioni sindacali che stanno cercando un accordo con l’Amministrazione.

Ora come ora gli insegnanti senza credenziali per l’accesso a Istanze on line possono effettuare la registrazione.

Il Ministero dunque finora ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto 25 marzo 2013 n. 81 per la stabilizzazione delle procedure di formazione degli insegnanti, in vigore dal 19 luglio. Ora si aspetta il decreto attuativo. Sono 75 mila i docenti precari coinvolti. Le iscrizioni avverranno attraverso il portale “Istanze on line”.

4 commenti su “Tfa speciale 2013: presentazione domande su Istanze online, costi”

  1. NEI TFA ordinari coloro che potevano vantare anzianità di servizio sono risultati ESAGERATAMENTE AVVANTAGGIATI nelle graduatorie di accesso.
    Ora nuovamente con i TFA speciali o PAS si vuole favorire sempre gli stessi soggetti, tutelati dai sindacati e da una “politica di facciata” che rivendica solo diritti egoistici di categoria.
    Se le Istituzioni si interessassero veramente al bene comune volto alla costruzione di un efficace sistema di istruzione dovrebbero ABOLIRE I TFA SPECIALI e promuovere invece i meritevoli mediante una attenta SELEZIONE.
    Sarebbe quindi semplicemente logico e giusto riattivare i TFA ordinari ricalibrando i punteggi aggiuntivi dovuti al servizio.

    • Non so per quale classe di insegnamento tu abbia concorso nel passato test di ammissione La mia impressione è stata che ad essere avvantaggiati siano stati i giovani “freschi di ateneo” con la stragrande maggioranza di quesiti su argomenti che un “anziano” insegnante di scuola secondaria di 2 grado (parlo per me, ovviamente) non trova nei programmi ministeriali (quindi non a portata di mano!), argomenti ovviamente trattati in corsi di laurea specialistici che risultano “più facili” per un giovane laureato che per uno datato.
      Il mio pensiero è che cmq ora non ci si debba dividere tra “giovani e vecchi” insegnanti con sterili quanto inutili battibecchi! Qui la vera questione da affrontare e risolvere e’ che troppi soggetti per niente o poco qualificati si stanno arrogando il diritto di continuare a mescolare le carte con l’unico, evidente risultato di rovinare la scuola italiana. Forse sarebbe ora che tutti gli insegnanti o aspiranti tali facessero fronte comune per spingere i politicanti a mettere giù le mani dalla nostra scuola, che ormai è quella dei nostri figli, e per chiederne una gestione all’altezza di quella che era prima che l ignorante di turno ci mettesse le mani.

  2. Tutelati? Ma ci rendiamo conto di quello che diciamo? Noi insegnati di III fascia siamo completamente senza tutela, altro che tutelati. Dopo aver insengnato anni senza possibilità di abilitarci perchè sono state soppresse le Siss siamo stati scaricati da tutti Stato e sindacati altro che tutelati.

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