Nessun rinvio della riforma pensioni. I provvedimenti di modifica alla legge Fornero sono all’ordine del giorno del governo Letta, che però non li considera urgente e prioritari rispetto ad altre questioni. Lo stesso ministro Giovannini ha spiegato più volte che l’argomento sarà affrontato di petto a settembre.
La riforma Fornero contiene degli errori, ma non è tutta da buttare. Dovranno essere bravi i tecnici del governo Letta a intervenire sulle parti da modificare, eliminando gli errori più pesanti. La strada è quella dell’introduzione di un meccanismo di flessibilità che permetta ai lavoratori di decidere quando andare in pensione, scegliendo tra i 62 e i 70 anni. Bisognerà discutere anche la proposta Damiano, che spinge per una decurtazione del 2& dell’assegno previdenziale per ogni anno di anticipo, e di maggiorarlo della stessa percentuale per ogni anno di ritardo.
Intanto Letta si impegna ad “accelerare il pagamento” dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. La questione è “la base essenziale perchè arrivi la ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno”, dice il presidente del Consiglio rispondendo alle interrogazioni alla Camera, tra varie contestazioni del M5S. Assicura: sarà rimosso “ogni ostacolo” al saldo dei crediti delle imprese. Conferma “la lotta senza quartiere all’evasione fiscale” e la battaglia contro la disoccupazione. Conferma pure un’indagine “accurata” sul’espulsione dall’Italia di moglie e figlia di Mukhtar Ablyazov, oppositore del governo kazako.
“Restituire liquidità alle aziende è il primo passo per uscire dalla crisi e generare sviluppo e lavoro”, dice il presidente del Consiglio, Letta. “Il pagamento dei debiti della Pa -ha aggiunto- che ci siamo impegnati ad accelerare in autunno e il ruolo più significativo che al Consiglio europeo del 27 e 28 giugno abbiamo attribuito alla Bei costituiscono, certamente, tasselli centrali di questa strategia”.
“Il governo fin dal suo insediamento ha chiesto tempo per affrontare le questioni aperte su Imu e Iva in modo ponderato ed è impegnato a trovare soluzioni condivise dalla maggioranza”. Così il ministro dell’Economia, Saccomanni. Sulla decisione di Standard & Poor’s di tagliare il rating italiano: “E’ una decisione che guarda al passato e non tiene conto delle misure approvate dal governo”. Sulla crescita: “Avverrà dal IV trimestre 2013 e sarà più vigorosa nel 2014”. Sul taglio del debito pubblico: “Le dismissioni del patrimonio sono indispensabili”.