Riforma pensioni 2013 Letta: le proposte

La riforma pensioni non è al momento al centro dei pensieri del Governo Letta. Emerge chiaramente dal dibattito politico delle ultime settimane che le priorità sono altre, a cominciare dall’occupazione, passando per l’abbassamento delle tasse, per finire con i tagli di Imu e il mantenimento dell’Iva attuale.Riforma pensioni Giovannini Letta: staffetta generazionale, misure per gli esodati

Ma di riforma pensioni bisognerà parlare a breve, perchè il malcontento di una larga fetta di popolazione per gli effetti della riforma Fornero si fanno sentire sempre più. Maggiore flessibilità in uscita, pur con penalizzazioni, staffetta generazionale e risoluzione della condizione degli esodati sono punti imprescindibili con cui Letta e Giovannini dovranno avere a che fare, prendendo in considerazione anche la proposta già sul tavolo a firma Damiano.


Altre proposte già ci sono. Il partitopensionati chiede:
Adeguamento delle pensioni agli aumenti contrattuali dei lavoratori
No al cumulo dei redditi tra coniugi
Pensione d’invalidità anche agli ultra 65enni
Pensione anticipata ai familiari di non autosufficienti
Contributi alle famiglie che assistono gli anziani non autosufficienti
Raddoppio della indennità di accompagnamento
Aumento di tutte le pensioni contro il caro-euro
No a pensioni minime da fame dopo anni e anni di lavoro

Si lavora “come previsto”. Lo sostiene il ministro dell’Economia Saccomanni. Sull’Imu si è detto “fiducioso” circa la possibilità di trovare un accordo nel governo. “Abbiamo una riunione domani e questo è lo scopo di queste riunioni”. Sulla riduzione dell’Imu sui capannoni industriali ha precisato che eventualmente si tratterebbe “di una misura che riguarda il 2014. Ci stiamo lavorando”.

“L’Italia rimane sorvegliata speciale”. Lo sostiene il premier Letta dopo il taglio del rating italiano deciso da Standard & Poor’s. “La situazione rimane complessa e delicata e chi pensa che a livello internazionale sia tutto risolto si sbaglia”. Sull’Imu conferma comunque “l’impegno a toglierla sulla prima casa, così come era concepita”. “L’Imu è nel programma di governo”, sottolinea.

Standard & Poor’s ha infatti tagliato il rating dell’Italia a ‘BBB’ da ‘BBB+’. L’outlook è negativo. Lo comunica l’agenzia di rating in una nota. “La decisione riflette attese per un peggioramento delle prospettive economiche del Paese”. Secondo l’agenzia di rating, “la lenta crescita deriva in gran parte dalla rigidità del mercato del lavoro e di quello produttivo italiano”. Per S&P, inoltre, “c’è almeno una chance su tre che il rating possa essere ridotto ancora nel 2013 o nel 2014”.Il Pil 2013 è atteso a -1,9% e il debito al 129% a fine anno. Gli obiettivi di bilancio sono “a rischio”, sostiene, per le decisioni su Imu e Iva.

Con sentenza n. 116 del 5 giugno scorso la Corte Costituzionale, presieduta dal professor Franco Gallo, ha cancellato i tagli (rispettivamente del 5%, 10% e 15%) su tutte le pensioni pubbliche e private superiori, rispettivamente, ai 90 mila, ai 150 mila e ai 200 mila euro lordi l’anno, introdotti nell’estate 2011 dal governo Berlusconi e poi confermati dal governo Monti.

I giudici di palazzo della Consulta hanno ritenuto irragionevole e discriminatorio e quindi illegittimo tale prelievo sui vitalizi di centinaia di ex magistrati, avvocati dello Stato, ambasciatori, ammiragli, generali, docenti universitari, manager pubblici, dirigenti e alti funzionari pubblici, notai, avvocati, manager privati, nonché di circa mille giornalisti in pensione. Motivo: si tratta di “un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini” con violazione del principio dell’uguaglianza a parità di reddito, attraverso un’irragionevole limitazione della platea dei soggetti passivi, e della progressività del sistema tributario”.