Non è ancora avvenuta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale degli ultimi dettagli relativi al TFA speciale. I diretti interessati attendono di conoscere elementi fondamentali come il calendario, le modalità di iscrizione e i dettagli relativi ai requisiti di partecipazione.
Il regolamento spiega che “possono partecipare i docenti non di ruolo, ivi compresi gli insegnanti tecnico pratici, che, sprovvisti di abilitazione ovvero di idoneità alla classe di concorso per la quale chiedono di partecipare e in possesso dei requisiti previsti al comma 1, abbiano maturato, a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio in scuole statali, paritarie ovvero nei centri di formazione professionale”.
Ricordiamo che si tratta di un Tfa pensato per i docenti non di ruolo e per quelli tecnico pratici. E’ indirizzato a quegli insegnanti che dal 1999 al 2012 hanno al loro attivo come minimo tre anni di servizio in scuole statali, paritarie o in centri di formazione professionale.
Il ministro Carrozza: “La scuola tiene unito questo Paese e non è cosa da niente aver studiato sugli stessi libri e avere le stesse radici culturali. Gli insegnanti sono una forza, sebbene malpagati e accusati di non fare niente. Bisogna collegare la cultura alla scuola, perché non esiste cultura senza scuola. Ci sarà una fattiva collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e quello della Cultura, che in Italia sono separati.
Intanto sul tema è intervenuto anche il sindacato Snals domandando al Ministro interventi che arrivino prima della scadenza dei termini delle domande per i percorsi PAS.
Snals chiede:
la valutazione, ai fini dell’accesso, del servizio relativo all’anno in corso;
la cumulabilità dei servizi, all’interno dello stesso anno scolastico, tra quelli prestati nella scuola dell’infanzia e primaria e tra quelli prestati nella scuola secondaria in diverse classi di concorso. Ciò ai fini del riconoscimento dell’anno di servizio, così calcolato, quale requisito per l’accesso;
la possibilità, a scopo cautelativo, di incrementare gli anni di realizzazione dei percorsi PAS, al fine di avere la certezza assoluta che tutti gli aventi diritto possano concludere i percorsi abilitanti;
la determinazione di un tetto massimo di spesa per evitare un eccessivo onere economico a carico degli aspiranti e disparità di costi sul territorio nazionale;
la garanzia della possibilità di frequenza, per tutti gli aspiranti, ovviamente nel caso in cui il docente formuli domanda nella regione di servizio. A questo fine si potrebbe prevedere la possibilità di permessi “straordinari in deroga”.
Per quanto riguarda, infine, il problema della valutazione del punteggio acquisito con le diverse forme di abilitazione succedutesi nel tempo, ai fini dell’inserimento nelle graduatorie, lo Snals ritiene che il percorso corretto sia quello di una sua definizione in sede della prevista revisione del regolamento sulle supplenze che si dovrà affrontare a breve, secondo le scadenze previste.
APPELLO A TUTTI COLORO CHE CREDONO CHE LA QUALITA’ DELL’INSEGNAMENTO SI MISURI TRAMITE IL MERITO, DIMOSTRABILE MEDIANTE PROVE OGGETIVE E NON TRAMITE LA PURA ANZIANITA’ DI SERVIZIO:
BOICOTTIAMO I TFA SPECIALI, SANATORIA DELL’INCOMPETENZA
NEI TFA ordinari coloro che potevano vantare anzianità di servizio sono risultati ESAGERATAMENTE AVVANTAGGIATI nelle graduatorie di accesso.
Ora nuovamente con i TFA speciali o PAS si vuole favorire sempre gli stessi soggetti, tutelati dai sindacati e da una “politica di facciata” che rivendica solo diritti egoistici di categoria.
Se le Istituzioni si interessassero veramente al bene comune volto alla costruzione di un efficace sistema di istruzione dovrebbero ABOLIRE I TFA SPECIALI e promuovere invece i meritevoli mediante una attenta SELEZIONE.
Sarebbe quindi semplicemente logico e giusto riattivare i TFA ordinari ricalibrando i punteggi aggiuntivi dovuti al servizio.