Letta incontra Bersani e Berlusconi e intanto proseguono i colloqui tra Pd e Pdl in ottica formazione del nuovo governo italiano 2013. La riserva sarà sciolta da un momento all’altro, mentre altri segnali di apertura arrivano da Alfano che spiega non ci siano veti su incarichi a D’Alema.
Berlusconi invita Letta a puntare sui giovani e proprio a montecitorio Letta incontra Alfano, che potrebbe diventare il suo vice. Renzi intanto assicura che il pd sarà compatto mentre Civati spiega che sono circa 50 i dissidenti, che hanno certamente contribuito al fallimento delle nomine a presidente della repubblica di Marini e Prodi. Ma potrebbero essere anche di più.
Grillo prosegue sulla sua strada di opposizione a quello che definisce non un governo di larghe intese ma un vero e proprio inciucio, definendolo un Bung Bunga. Maroni intanto apre uno spiraglio, con la possibile fiducia della Lega: “Se il discorso di Enrico Letta ci convincerà potremmo anche votargli la fiducia”. “Non devono esserci certi nomi per noi indigeribili”, come quelli di Amato e Monti. Seconda condizione, “gli impegni che si prenderà nei confronti del Nord”.
“Sono stato lungamente al telefono con i miei, sono molto confortati. Mi hanno detto che le cose procedono bene e che non si è parlato di ministeri e di nomi ma delle cose da fare. Da parte di Letta c’è stato un atteggiamento molto positivo. Nodi da sciogliere? Problemi veri non mi sembrano che ci siano, certamente non possiamo pretendere un accordo al 100%”. Così Berlusconi. Sui ministri: “L’indicazione di Napolitano è quella di nomi di nuova generazione,con una notevole presenza di donne. Questo mi esclude, anche se non ho mai avuto voglia di essere” ministro.
“Dal Popolo della Libertà nessun veto a Massimo D’Alema perché non è nostra abitudine ingerire in casa altrui. Non si utilizzi il PdL come pretesto”. Lo puntualizza in una nota il segretario del PdL, Alfano. Quelle che si leggono sui giornali, afferma Alfano, sono “mistificazioni”.

Toto ministri: Annamaria Cancellieri agli Interni, Enzo Moavero Milanesi confermato alle Politiche comunitarie, che potrebbe essere accorpato agli Esteri (o Emma Bonino), all’Economia Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore Rossi o Giuliano Amato,senza dimenticare Pier Carlo Padoan, capo economista dell’Ocse
Si parla anche del renziano Graziano Delrio, sindaco Pd di Reggio Emilia e leader dell’Anci agli Affari regionali o la Coesione territoriale.
Enrico Giovannini (presidente Istat) allo Sviluppo economico o alla Funzione pubblica, Valerio Onida (Giustizia o Riforme). Mario Mauro all’Istruzione, per dal Pd il giuslavorista Carlo Dell’Aringa.
Vicepremier: Angelino Alfano o Renato Schifani per allargare le intese. Più difficile Mario Monti (che vuole gli Esteri), più difficile D’Alema o Veltroni.
Si va verso un governo formato di 18 ministri.
Gentilissimi signori giornalisti,e` non giornalisti” vi prego ditemi con verita` chi e` che comanda nel (PD.); bERSANI, HO IL CAPITANO Renzi? Grazie Carmelo