Ragazzo sbranato da ippopotamo

Una notizia sconvolgente sta facendo il giro del web. A Nairobi è avvenuto un tragico incidente che ha coinvolto un ragazzo di 12 anni. Il giovane è stato attaccato da tre ippopotami nei pressi del villaggio di Rurie nel distretto di Ol Kalou, a nord di Nairobi.

Il 12enne camminava in un sentiero insieme al padre, Charles Mwangi, quando a un tratto sono comparsi i tre animali e lo hanno aggredito e poi sbranato.

Il padre e il ragazzino andavano verso la diga di Kanguo. Non è purtroppo la prima volta che in quella zona accadono episodi simili. Molto spesso sono proprio i bambini (prede più facili) a rimanere vittime di questi incidenti.

Gli attivisti per i diritti umani hanno riferito che ultimamente la presenza di ippopotami presso la diga sta causando numerose vittime ed è bene dunque prendere immediati provvedimenti.

Wahome Kamoche ha accusato il Kenya Wildlife Service (Kws) di non aver fatto nulla per frenare la presenza di questi animali emigrati vicino il lago di Olbolosat.

Ecco quanto ha dichiarato il papà del 12enne: “Uno di loro ha afferrato mio figlio per la gamba e lo hanno gettato diversi metri avanti.


Come mi sono avvicinato per cercare di salvarlo, altri due ippopotami sono emersi e ho dovuto correre per salvare la mia vita”. Parole toccanti quelle del signor Mwangi.

Il corpo del povero alunno nella scuola primaria è stato trovato sulla riva della diga.

“L’istruzione è stata ritardata nelle scuole locali, in quanto i bambini vivono nella paura e andare a scuola in ritardo.Ragazzo sbranato da un ippopotamo

“I residenti non possono accedere alla diga per prendere l’acqua per uso domestico o per bestiame, né possono pescare”, ha detto un attivista per i diritti umani Wahome Kamoche.

“Gli animali stanno diventando i nostri nemici. Questi animali non dovrebbero essere qui e la loro presenza è sempre stata un disastro” ha detto Faith Gitau altra attivista.

Ora gli abitanti della zona pretendono che il Governo di Nairobi prenda dei seri provvedimenti in un tempo breve. Da qui a sei mesi dovrebbero essere erette recinzioni in quella zona proprio per evitare ulteriori vittime e incidenti sgradevoli.