Diabete e ictus potrebbero avere un collegamento più stretto di quanto si pensasse fino a oggi. La tesi, interessante dal punto di vista medico per il trattamento di entrambe le malattie e in ottica prevenzione e terapia, è merito di un recente studio secondo cui il rischio di avere un ictus è direttamente proporzionale agli anni di diabete. Secondo una prima stima, si può considerare come ogni anno di diabete possa aumentare addirittura del rischio del 3% di essere colpiti da ictus.
Lo studio è merito di una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi della Columbia University Medical Center di New York e pubblicata su Stroke.
L’ictus, infarto o ictus apoplettico è la perdita di funzioni cerebrali a causa dell’interruzione del flusso di sangue al cervello e provoca una serie di sintomi a seconda delle variabili aree colpite.
Ciò che distingue l’ictus da altre manifestazioni simili è che quest’ultimo è considerato un episodio acuto e il coinvolgimento delle funzioni del sistema nervoso centrale sono importanti.
Insomma chi non è malato di diabete avrebbe meno possibilità, in media, di essere colpito da ictus. Viceversa il rischio di ictus aumenta fino a tre volte in coloro i quali hanno il diabete da almeno dieci anni.
Il Diabete mellito di tipo 2 o diabete senile, precedentemente diabete non insulino-dipendente, è una malattia metabolica caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue non dovuto alla resistenza cellulare all’azione dell’insulina, ma del glucagone, combinato con una secrezione di insulina carente del pancreas. Un paziente può avere una maggiore resistenza all’insulina, mentre un altro può avere un difetto importante nella secrezione dell’ormone ed i sintomi clinici possono essere gravi o lievi.
Il Diabete di tipo 2 è la forma più comune di diabete mellito e la differenza con il diabete mellito di tipo 1 è che è caratterizzata dalla distruzione autoimmune di cellule che secernono insulina costringendo i pazienti a contare sulla somministrazione di insulina esogena per la loro sopravvivenza, anche se circa il 30% dei pazienti con diabete di tipo 2 beneficiano di terapia insulinica per controllare i livelli di glucosio nel sangue.
Si tratta di uno studio rivoluzionario, perchè mai prima d’ora si erano concentrate le attenzioni scientifiche sul rapporto tra diabete tipo 2 e ictus ischemico. La relazione pare essere influente sia negli uomini che nelle donne, indistintamente.
Per arrivare a questa conclusione, gli studiosi hanno analizzato un numero elevato di pazienti. Sono state monitorate 3
.300 persone con un’età media di 69 anni. Si trattava di soggetti scelti tra coloro i quali non erano mai stati colpiti da un ictus. Però il 22% di loro soffriva di diabete tipo 2. Va poi considerato che nei successivi 9 anni dall’inizio dello studio un altro 10% delle persone coinvolte nello studio era stato colpito dal diabete.
Ebbene secondo le ricerche effettuate, il rischio di ictus aumentava del 70% in coloro i quali da cinque anni erano malati di diabete, dell’80% in quelle che si erano ammalati dai 5 ai 10 anni e addirittura del 300% in coloro i quali erano affetti da diabete da più di 10 anni.
Va detto che nello studio non sono stati inclusi elementi come il fumo, le malattie cardiache, l’ipertensione, la scarsa attività fisica e il colesterolo, tutti elementi che favoriscono l’insorgere dell’ictus.