La Dolce Vita, 8 1/2, Amarcord. Basterebbero questi tre film ad evocare nella mente di chiunque il più grande regista italiano di sempre. Google oggi decide di omaggiare l’anniversario della nascita di Federico Fellini, regista geniale e visionario che ha reso il cinema grande grazie alla sua arte immensa e inimitabile, ancora oggi un punto di riferimento per molti e motivo di orgoglio del nostro Paese.
Un patrimonio inestimabile che la cultura italiana porterà sempre con se, al pari delle opere dei grandi poeti come Dante. Fellini non è solo il più grande cineasta italiano, ma anche uno dei più grandi di tutti i tempi a livello mondiale. Il logo di Google è particolarmente semplice, niente animazione ne musica. Rigorosamente in bianco e nero, come sono le pellicole di Fellini nell’immaginario collettivo.
Le due O del logo Google sono sostituite da due bobine di una cinepresa, mentre la seconda G è raffigurata proprio da Fellini stesso, a testimoniare come fosse un tutt’uno con gli strumenti del suo lavoro. Nel Logo Google è raffigurato un Fellini giovane, vestito in maniera semplice ed elegante, sorridente, con lo sguardo rivolto chissà dove, magari a immaginare qualche altra straordinaria scena del suo prossimo film.
La filmografia di Fellini regista è composta da 24 titoli (compresi quelli diretti a due mani, come Luci del varietà, o gli episodi di film collettivi, come Agenzia matrimoniale, Le tentazioni del dottor Antonio e Toby Dammit) girati fra il 1950 al 1990.
Ma Fellini si è dedicato anche a spot pubblicitari, mostrando la versatilità della sua arte. Ha lavorato per grandi marchi come: Campari, Barilla e i tre per la Banca di Roma. Questi ultimi, girati nel 1992, rappresentano di fatto le sua ultime prove di regia. Prima di diventare autore dei propri film, Fellini aveva già lavorato moltissimo nel cinema, fin dal 1939, anno del suo arrivo a Roma. Subito dopo la guerra formò con Tullio Pinelli la coppia di sceneggiatori più richiesta dal cinema d’autore.
Lo stile di Federico Fellini è stato talmente forte e influente che ancora oggi il neologismo ‘felliniano’ è diventato sinonimo di visionario, onirico, alternativo, originale.
Federico Fellini a proposito del primo giorno di lavorazione del film Lo sceicco Bianco con Alberto Sordi disse:
« … Si erano imbarcati tutti in un barcone che era a un chilometro di distanza su un mare immenso. Mi parevano lontanissimi, irraggiungibili. Mentre un motoscafo mi portava verso di loro, il barbaglio del sole mi confondeva gli occhi. Non solo erano irraggiungibili, non li vedevo più. Mi domandavo ‘E ora cosa faccio?…’ Non ricordavo la trama del film, non ricordavo nulla, desideravo tagliare la corda e basta. Dimenticare. Poi, però, di colpo tutti i dubbi mi svanirono quando posai il piede sulla scala di corda. Mi issai sul barcone. Mi intrufolai tra la troupe. Ero curioso di vedere come sarebbe andata a finire »
Federico Fellini è nato a Rimini il 20 Gennaio 1920: figlio di Ida Barbiani, romana, e Urban, originario di Gambettola rappresentante di vendita. Mentre compie gli studi liceali, il futuro regista ha cominciato ad essere conosciuto come un vignettista, infatti, per promuovere i film, il famoso cinema Fulgor gli commissiona famosi ritratti. Dai primi mesi del 1938 inizia la collaborazione con il quotidiano “La Domenica del Corriere”, sede di alcuni dei suoi cartoni animati, e il fiorentino umorismo rivista “420”.
Nel 1939 si trasferisce a Roma con il pretesto di iscriversi a legge. A quel tempo lavora alla stesura di Marco Aurelio, una famosa rivista satirica, guadagnando una certa notorietà pubblicando centinaia di articoli firmati da lui.
Federico Fellini una volta disse: « Noi abbiamo passato la seconda metà della vita a cancellare i guasti che l’educazione aveva fatto nella prima »
Si lega al varietà, scrivendo per il monologhi comici di Aldo Fabrizi, e lavora per programmi radiofonici dove incontra la giovane attrice Giulietta Masina (1921-1994), che sposò il 30 ottobre 1943. L’unico figlio, il frutto di questo matrimonio, morì un mese dopo la nascita.
Roberto Rossellini divenne suo amico a Roma.
Sceglie di unirsi al commediografo Tullio Pinelli, con cui la collaborazione funzionerà sempre. Insieme, essi diventano due dei più ricercati sceneggiatori, lavorando per diversi registi come Pietro Germi e Alberto Lattuada.
Tullio Pinelli una volta disse: « Ogni anno, da Roma, andavo in macchina a Torino per rivedere i posti, la famiglia, i genitori. Allora l’Autostrada del Sole non c’era, si passava fra le montagne. E su uno dei passi montani ho visto Zampanò e Gelsomina, cioè un omone che tirava la carretta con un tendone su cui era dipinta una sirena e dietro c’era una donnina che spingeva il tutto. …. Così quando sono tornato a Roma ho detto a Federico: “Ho avuto un’idea per un film”. E lui: “Ne ho avuta una anch’io”. Stranamente erano idee molto simili, anche lui aveva pensato ai vagabondi, ma la sua era centrata soprattutto sui piccoli circhi di allora… Abbiamo unito le due idee e ne abbiamo ricavato un film ».
Nel 1950, Fellini ha fatto il suo debutto come regista. Il suo primo film è Lo sceicco bianco (1952), ma il successo arriva con l’inutile (1953), che vale un Leone d’Argento a Venezia. Gli anni successivi sono costellati di successi come La strada (1954), interpretato da Giulietta, che ottiene un meritato Oscar, e che sarà uno dei migliori film di Fellini.
Federico Fellini durante la preparazione di 8½ disse: « Mi sento un ferroviere che ha venduto i biglietti, messo in fila i viaggiatori, sistemato le valige nel bagagliaio: ma dove sono le rotaie? »
Tra i titoli più importanti si possono menzionare: Le notti di Cabiria (1957, un altro Oscar), La dolce vita (1960, Palma d’Oro al Festival di Cannes), Otto e mezzo (1963, Oscar), Satyricon (1969), Roma (1972), Amarcord (1973, Oscar), Casanova (1976), conduttore di prova (1979), Ginger e Fred (1985), Intervista (1987, premio per i quaranta anni del Festival di Cannes e premio Moscow Film Festival), La voce della luna (1990). La carriera di Fellini è piena di onori e riconoscimenti, tra cui la Legion d’Onore (1984) e il Praemium Imperiale assegnato dall’Imperatore del Giappone (1990).
Giorgio Carbone su La Notte a proposito di “La città delle donne” disse: « Arrivato sulla soglia della terza età, Fellini come regista è (per sua fortuna e nostra) entrato in quella splendida maturità in cui un mostro sacro riesce a profondere i suoi tesori di bravura per il solo piacere di farlo. Ti lasci portare dalla cavalcata delle invenzioni, e riesci ancora a stupirti (come un ragazzino che ha scoperto da poco il cinema), a ogni sequenza, a ogni inquadratura. Se nella Città delle donne latita la suspense per la storia, o per gli ingredienti (non te ne importa niente di come andranno a finire Snàporaz o Katzone.. »
Fellini è uno dei registi che hanno ricevuto più premi Oscar, vale a dire, cinque. Quest’ultimo, in onore della sua carriera, l’ha ricevuto nel 1993, pochi mesi prima della sua morte, avvenuta il 31 ottobre a Roma.
Federico Fellini a proposito del successo di Ama
rcord disse: « Mi sembra che i personaggi di Amarcord, i personaggi di questo piccolo borgo, proprio perché sono così, limitati a quel borgo, e quel borgo è un borgo che io ho conosciuto molto bene, e quei personaggi, inventati o conosciuti, in ogni caso li ho conosciuti o inventati molto bene, diventano improvvisamente non più tuoi, ma anche degli altri ».
Un grazie a Google per averci dato l’occasione di parlare di un genio come Federico Fellini e magari di aver fatto venire voglia a molti di noi di andare a rivedere uno dei suoi straordinari film.