Anche se a fatica la legge stabilità è stata approvata a Montecitorio, tappa fondamentale dopo le dimissioni di Berlusconi per provare a ricostruire la credibilità attorno al nostro governo. Adesso urge la formazione del governo, tecnico o politico che sia, con a capo Mario Monti.
Napolitano auspica di riuscire a far giurare il nuovo esecutivo già entro domenica sera, in modo da presentarsi alla riapertura dei mercati di lunedì mattina con una solidità la cui assenza nell’ultimo periodo era costata quasi il tracollo alla nostra economia.
Nel ddl stabilità si parla di pensioni, la mobilità per gli statali in esubero, dismissioni, tagli ai ministeri, rifinanziamento della Legge Mancia e mini-naja. Non ci sono modifiche nel ddl approvato oggi alla Camera rispetto a quello approvato dal Senato. D’altra parte i tempi sono stretti e il dibattito nel merito è rimandato.
Non ci sono nella legge di stabilità le norme sui tanto temuti licenziamenti facili, la patrimoniale e la reintroduzione dell’Ici. Cose che certamente faranno discutere una volta insediato il nuovo Governo. Non c’è nemmeno il sostegno alle zone alluvionate di Liguria e Toscana, ma si tratta solo di una questione di tempo, in attesa dell’esatta stima dei danni fatti dal maltempo.