I dati dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano consumi preoccupanti: milioni bevono in modo dannoso e pochi ricevono cure adeguate.
Un fenomeno diffuso e sottovalutato
In Italia il consumo di alcol resta molto diffuso e, in una quota rilevante di casi, assume modalità rischiose per la salute. Secondo il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità, oltre 8 milioni di persone sopra gli 11 anni bevono con frequenza e quantità tali da esporre l’organismo a danni.
Di queste, circa 4 milioni e mezzo consumano alcol con l’obiettivo di ubriacarsi, un comportamento noto come binge drinking. Si tratta di una modalità che interessa anche i più giovani, inclusi minorenni.
Giovani, donne e anziani tra i più esposti
Le fasce più vulnerabili sono i giovani, le donne e gli anziani. Tra gli 11 e i 24 anni si contano oltre un milione di consumatori a rischio, molti dei quali minorenni. In questa fascia resta elevata la diffusione del consumo finalizzato all’ubriacatura.
Negli ultimi anni cresce in modo significativo anche il coinvolgimento delle donne. Aumentano sia i consumi fuori pasto sia il binge drinking, con un trend in costante salita nell’ultimo decennio.
Un problema anche sanitario
Non si tratta solo di abitudini scorrette. Circa 730 mila persone presentano già conseguenze legate all’alcol e avrebbero bisogno di un trattamento. Tuttavia, solo una piccola parte viene presa in carico dal Servizio sanitario nazionale.
Il dato evidenzia una difficoltà nel riconoscere e intercettare precocemente i casi più critici, con il rischio di aggravare le condizioni nel tempo.
Un cambiamento negli stili di consumo
Il modello tradizionale del consumo moderato durante i pasti lascia spazio sempre più spesso a comportamenti diversi, caratterizzati da assunzioni concentrate e fuori pasto.
Un cambiamento che riguarda tutte le fasce d’età e che contribuisce ad aumentare i rischi per la salute, rendendo il fenomeno dell’alcol una questione sempre più rilevante anche in termini di prevenzione.
