Gli oncologi lanciano l’allarme: muoversi regolarmente protegge da molti tumori, ma il 35% degli italiani conduce una vita troppo sedentaria.
Un Paese che si muove poco
Secondo i dati diffusi durante il congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), oltre 20 milioni di italiani non praticano alcuna forma di attività fisica. Una percentuale che rappresenta il 35% della popolazione, uomini e donne di tutte le età. Una sedentarietà così diffusa – sottolineano gli esperti – ha conseguenze dirette sulla salute e aumenta il rischio di ammalarsi di tumore.
Sport e prevenzione oncologica
Un’attività fisica costante può ridurre del 31% il rischio di morte per cancro e diminuire del 20% l’insorgenza dei tumori rispetto a chi conduce una vita sedentaria. Le neoplasie più influenzate dal movimento sono quelle al seno, colon, vescica, rene, stomaco, endometrio e l’adenocarcinoma esofageo. Gli oncologi ricordano che lo sport agisce su diversi meccanismi biologici e contrasta anche obesità e infiammazione cronica, due importanti fattori di rischio.
Muoversi per prevenire e curare
Le iniziative di sensibilizzazione, come il “Tour Mediterraneo” promosso da Aiom e Fondazione Aiom a bordo della Nave Amerigo Vespucci, hanno portato l’informazione direttamente tra i cittadini, sottolineando l’importanza di stili di vita sani, screening regolari e attività motoria quotidiana. Anche per i pazienti oncologici, il movimento è parte integrante del percorso terapeutico: migliora la forza muscolare, la densità ossea, la funzione cardiovascolare e contribuisce al benessere psicologico.