Uno studio internazionale con l’Università di Bologna e il Sant’Orsola ottiene la completa regressione del tumore in modelli animali di neuroblastoma, rabdomiosarcoma e colon.
Una terapia di nuova generazione per i tumori resistenti
Un gruppo di ricerca internazionale, che coinvolge anche l’Università di Bologna e l’Irccs Policlinico Sant’Orsola, ha sperimentato con successo un farmaco di nuova generazione capace di colpire in modo selettivo le cellule tumorali, risparmiando quelle sane.
Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha mostrato nei modelli animali una completa regressione del tumore in casi di neuroblastoma, rabdomiosarcoma e cancro del colon.
Si tratta di un risultato di grande rilievo per la ricerca oncologica: la terapia, basata su un anticorpo coniugato, apre la strada a nuove cure più mirate, efficaci e meno tossiche per pazienti che non rispondono ai trattamenti convenzionali.
Come agisce il nuovo farmaco
Il principio alla base della scoperta è quello dell’oncologia di precisione. Gli anticorpi coniugati combinano la capacità degli anticorpi di riconoscere le cellule malate con la potenza di una molecola chemioterapica veicolata solo verso il bersaglio corretto.
Il farmaco testato è stato progettato per individuare un recettore chiamato Alk, presente in quantità elevate sulla superficie delle cellule tumorali e quasi assente in quelle sane.
Una volta riconosciuto il bersaglio, il composto rilascia la sostanza attiva direttamente all’interno della cellula tumorale, bloccando la crescita della malattia senza intaccare i tessuti circostanti. Nei test preclinici, l’effetto si è mantenuto anche dopo la sospensione della terapia.
Prospettive per il futuro
I ricercatori hanno osservato che Alk rappresenta un target promettente non solo per i tumori infantili, ma anche per alcuni sottotipi di cancro al colon, una delle neoplasie più diffuse in Italia con circa 50.000 nuovi casi all’anno.
Il prossimo passo sarà l’avvio di studi clinici sull’uomo, con l’obiettivo di perfezionare questa forma di “chemioterapia di precisione” e ampliare il numero di tumori solidi trattabili.
Il progetto, coordinato dal Children’s Hospital di Philadelphia insieme ai centri italiani, punta a sviluppare terapie personalizzate che riducano la tossicità dei farmaci e migliorino la qualità di vita dei pazienti oncologici.