Disturbo che colpisce milioni di italiani, l’insonnia cronica compromette la qualità della vita e può durare anni senza un intervento mirato.
Cos’è e chi colpisce
L’insonnia cronica si manifesta con difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti o precoci e sonno poco ristoratore, nonostante tempo sufficiente dedicato al riposo. La diagnosi si applica quando i sintomi persistono per almeno tre mesi, con episodi presenti tre o più volte a settimana. In Italia interessa circa una persona su sette, con maggiore incidenza nelle donne, nei lavoratori a turni e negli over 65. Anche adulti tra i 18 e i 34 anni e donne in menopausa sono categorie particolarmente esposte.
Sintomi e diagnosi
I sintomi includono stanchezza al risveglio, ansia legata al sonno, difficoltà di concentrazione, irritabilità, mal di testa e dolori muscolari. Spesso il disturbo resiste anche ai farmaci. La diagnosi viene effettuata da uno specialista del sonno attraverso anamnesi, valutazione dei sintomi, eventuale diario del sonno ed esami specifici, tra cui la polisonnografia, per escludere altre cause.
Trattamenti e buone abitudini
Il trattamento di prima scelta è la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I), che aiuta a modificare pensieri e comportamenti legati al sonno. Ulteriori strategie comprendono: mantenere orari regolari, esporsi alla luce naturale, creare un ambiente di riposo confortevole, limitare caffeina, alcol e dispositivi elettronici prima di dormire. Attività fisica regolare e tecniche di rilassamento come meditazione e yoga contribuiscono a migliorare la qualità del sonno. In caso di persistenza dei sintomi è consigliata una valutazione medica.